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Stabilimenti balneari, Simone De Vecchis: «Premiamo gli investimenti, penalizziamo le rendite»

SAN BENEDETTO - Parla il capogruppo di "Rivoluzione Civica" in Consiglio comunale. Prima lo studio sugli chalet, poi l'idea: esortare il governo a prevedere meccanismi di premialità nei criteri per le future assegnazioni. Sul piatto, anche l'utilizzo dell'imposta regionale per la valorizzazione del demanio
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Simone De Vecchis, capogruppo in Consiglio comunale di “Rivoluzione Civica”

 

di Giuseppe Di Marco

 

Il Comune di San Benedetto deve iniziare a progettare il futuro delle concessioni balneari della Riviera. Le recenti sentenze del Consiglio di Stato hanno impresso una brusca accelerata al processo di inserimento del demanio marittimo nel mercato europeo. Dal 1 gennaio 2024, infatti, gli stabilimenti balneari verranno riassegnati secondo procedura di evidenza pubblica.

La maggioranza non sta con le mani in mano. La lista “Rivoluzione Civica”, nella mattinata di venerdì 20 maggio, ha pubblicato un resoconto delle statistiche che ruotano attorno al mondo balneare. Un’analisi da cui è possibile progettare future iniziative per la modernizzazione del litorale Piceno.

«La pubblicazione di questi dati – afferma Simone De Vecchisnon vuole in nessun modo rinfocolare l’annosa polemica sulle concessioni balneari, che in base alla direttiva europea Bolkestein dovranno essere riassegnate tramite procedura di evidenza pubblica. Noi di Rivoluzione Civica vogliamo piuttosto lanciare un’idea, ovvero favorire i gestori che nel tempo hanno investito nelle concessioni, magari prevedendo meccanismi di premialità nei criteri della futura assegnazione. In poche parole, chi avrà contribuito a valorizzare la concessione in gestione, e a promuovere il territorio, potrebbe avere delle chance in più per rimanere. Insomma: premiare gli investimenti e penalizzare le rendite».

De Vecchis è consapevole che decisioni del genere potranno essere prese solo dal governo centrale. «Chiaramente è un discorso che deve essere affrontato a livello nazionale – aggiunge il capogruppo – ma l’istanza deve partire dagli enti locali, e “Rivoluzione Civica” è qui per questo. Un’altra idea sarebbe quella di chiedere alla regione la restituzione dell’imposta del 10% – 47mila euro nel 2021, nda – in modo da ottenere risorse che potrebbero essere usate per la manutenzione delle spiagge libere, per aumentare l’accessibilità oppure per diversificare gli spazi, magari creando aree per gli animali».


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