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Ospedale nuovo, Piunti: «Concordiamo la location in una sottocommissione»

SAN BENEDETTO - Un tavolo tecnico per decidere la location del nuovo ospedale ed approfondire le altre questioni, fra cui ripristino dei servizi e medicina territoriale: ripartono i lavori in seno al Consiglio sambenedettese
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L’ex sindaco Pasqualino Piunti

 

di Giuseppe Di Marco

 

Decidere l’area per il nuovo ospedale in un tavolo tecnico ad hoc: è questa la proposta avanzata dall’ex sindaco Pasqualino Piunti nella riunione di commissione sanità andata in scena nel pomeriggio di lunedì 23 maggio.

L’idea, poi accolta favorevolmente dalla commissione, è quella di dare immediata risposta alle richieste dei vertici regionali, che in Consiglio Comunale hanno rimarcato la necessità di trovare una location dove realizzare, in futuro, la struttura ospedaliera della Riviera delle Palme.

A farsi portavoce dell’istanza è stato il consigliere Piunti, che ha invitato i consiglieri a cogliere l’occasione della conferenza dei sindaci richiesta dal presidente della Provincia Sergio Loggi: «Dopo il Consiglio Comunale del 12 maggio abbiamo le idee più chiare – ha detto Piunti – è stato confermato l’ospedale nuovo e allontanata l’ipotesi dell’ospedale di Pagliare. Ora dobbiamo riprendere il documento del 2019 e riattualizzarlo: un documento che chiedeva un ospedale di primo livello a San Benedetto. Dobbiamo individuare la zona, tra Fosso dei Galli, zona Brancadoro o nelle vicinanze del Centro Agroalimentare. Il voto della conferenza dei sindaci deve essere ponderato e una volta che la decisione è stata presa dai comuni dell’Ambito Territoriale 21, tale scelta deve essere vincolante, non facoltativa. Per questo dobbiamo fare un tavolo tecnico che arrivi ad una soluzione condivisa e basata su dati inoppugnabili».

Dal canto suo, la dottoressa Aurora Bottiglieri (PdArticolo UnoNos) ha ribadito la propria posizione: «L’ospedale su due plessi lo abbiamo già – ha replicato la presidentessa di commissione – In base alle dichiarazioni fatte dalla Regione noi avremo quello che abbiamo. Dobbiamo chiedere: cosa ci daranno di più rispetto ad ora? E poi, i tempi saranno lunghi: bisogna trovare un’azione trasversale per chiedere il ripristino dei servizi al nostro ospedale. In secondo luogo la visione ospedalocentrica debba essere superata da quella che pone al centro la medicina territoriale. È un’opportunità che ci viene data dal Decreto Ministeriale 71, e i soldi che sono stati stanziati sono buoni soltanto per una casa di comunità. Noi dobbiamo chiedere un finanziamento per due case “hub” e due “spoke”. Queste cose, entro il 2026, potremo averle, il resto è un’incognita».

A dare manforte alla pediatra è Annalisa Marchegiani, che ha ricordato come l’assessore Filippo Saltamartini, in Consiglio, abbia parlato di «ospedale unico spalmato su due plessi». Un dettaglio non da poco, che secondo la consigliera dei Verdi porterebbe alla realizzazione di un «mezzo ospedale». Alla proposta di Piunti va anche l’endorsement di Giorgio De Vecchis, secondo il quale una sottocommissione andrebbe fatta per permettere alla Regione di «formulare le proprie decisioni – conclude il capogruppo di San Benedetto Viva – sulla base di una legge nazionale».

 


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