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Masterplan cittadino, riforestazione: ecco gli indirizzi urbanistici del dirigente Giantomassi

SAN BENEDETTO - Il futuro Piano Regolatore Generale passerà attraverso un "urban center" e l'incarico a progettisti esterni. Per le 17 varianti sarà necessario uno specifico atto d'indirizzo del Comune
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Il sindaco Antonio Spazzafumo e il dirigente Giorgio Giantomassi

 

di Giuseppe Di Marco

 

Masterplan cittadino, piano di riforestazione, snellimento delle pratiche allo Sportello Unico dell’Edilizia: sono tanti e ambiziosi gli indirizzi urbanistici avanzati dall’architetto Giorgio Giantomassi, nuovo dirigente dell’area “Gestione del territorio“.

 

«Nell’area “Gestione del territorio” ho trovato solo 3 persone – afferma il dirigente – a fronte di 12 procedure tuttora giacenti. All’interno di una di queste ce ne sono 17: parliamo delle varianti puntuali al piano regolatore presentate dal 21 novembre 2016 fino ai nostri giorni. Istanze che non ho avuto ancora il tempo di guardare e per le quali chiederò un atto di indirizzo su come devo trattare queste pratiche.

 

Bisogna fare un Piano Strategico Urbano su dove vuole andare la città nei prossimi 10 anni, per il quale dovremo affidarci a degli studi specifici esterni: in tal senso si rivelerà fondamentale la realizzazione di un “Urban Center“, o “casa della città”, nel quale troveranno posto dei “facilitatori” per le varie problematiche di San Benedetto. A breve individueremo la sede e poi le persone che faranno da mediazione fra le istanze cittadine e gli indirizzi della pubblica amministrazione.

 

Ci sarà poi un “ufficio di piano” con due persone adibite alla conduzione dei rapporti per la progettazione del nuovo piano urbanistico comunale. Personale che coordinerà tecnici e politici del Comune con i progettisti esterni. Il Piano Strategico sarà un masterplan sugli ambiti di riferimento della città, ovvero il livello ambientale, infrastrutturale e insediativo. Per realizzarlo, affideremo incarichi di aggiornamento della cartografia comunale, necessaria per l’analisi conoscitiva che deve precedere ogni progettazione. Si tratterà di una fotografia della città, sulla cui base faremo le opportune valutazioni nella fase progettuale».

 

Nel frattempo, metteremo in piedi delle iniziative di “urbanistica tattica“. Parliamo di interventi di forestazione, magari in attuazione della legge 10/2013, secondo cui nei Comuni sopra i 15.000 abitanti, per ogni nuovo nato si deve piantare un albero. Ma procederemo anche con l’impermeabilizzazione e la rinaturalizzazione dei suoli, prevedendo parcheggi a terra, nonché la diminuzione delle isole di calore. Tali opere saranno realizzate a valle di una mappatura delle aree in cui intervenire. In ogni caso questi interventi saranno immediati, e a tal proposito, entro breve emanerò una specifica nota d’indirizzo».

 

Uno specifico focus viene dedicato dall’assessore Bruno Gabrielli alle varianti urbanistiche. «A noi la politica urbanistica fatta a macchia di leopardo, quella delle 17 proposte di modifica al piano regolatore, non interessa – conclude l’assessore – Vogliamo agire in base ad uno schema di riferimento, anche se servirà molto lavoro per metterlo nero su bianco».


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