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Da Area Vasta 5 ad “Ast”, dalla riforma l’auspicio di riequilibrare i fondi per i dipendenti: «Tema dei temi che non si può più eludere»

L'ASSESSORE regionale Castelli affronta il problema e placa, almeno per il momento, la protesta  dei sindacati. Fa anche il punto sulla Sanità picena, reduce da un'intensa settimana in cui la Regione ha presentato la riforma anche ai sindaci della provincia Picena
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Guido Castelli e Massimo Esposito

 

di Maria Nerina Galiè

Tiene banco la riforma sanitaria delle Marche che la Regione intende approvare entro l’estate: da gennaio 2023 la nascita delle Aziende territoriali, una per ogni provincia, al posto delle Aree Vaste che rispondono all’Asur, destinata al tramonto (leggi qui).

 

Gli assessore regionali Giorgia Latini e Filippo Saltamartini e il sindaco di Ascoli Fioravanti all’incontro con i sindaci sulla riforma sanitaria

Tra i favorevoli ed i contrari, nel Piceno sono diversi i problemi da affrontare, alcuni dei quali affondano le radici negli anni addietro e riguardano i fondi dedicati al personale. Tema al centro delle rivendicazioni sindacali da parte del personale infermieristico, allo stremo per la carenza di medici, che non ci sono perché proprio non si trovano, e con i paletti sulle assunzioni posti da lacci governativi.

 

 

La protesta a Palazzo dei Capitani, venerdì 8 luglio

Le sigle riunite, tutte nessuna esclusa, hanno promesso battaglia, per poi fare un passo indietro dopo le rassicurazioni degli assessori regionali Filippo Saltamartini e, soprattutto, Guido Castelli: giocando in casa, l’ex sindaco di Ascoli conosce bene le criticità del territorio, non le ha nascoste anzi, ha annunciato che nei prossimi 6 mesi la Regione si impegnerà a risolvere il problema delle sperequazioni, spiegandone le origini. Nel frattempo ai rappresentanti dei lavoratori sarà dedicato un incontro settimanale con la direzione di Area Vasta 5.

 

Regione e Area Vasta 5 hanno illustrato la riforma ai sindaci della provincia di Ascoli, venerdì scorso a Palazzo dei Capitani, dopo averla approvata e presentata ufficialmente (leggi qui). Comportamento che qualche primo cittadino non ha apprezzato, criticando il metodo dei vertici regionali. E’ stato detto nell’incontro dei sindaci Vallata e ribadito venerdì, 8 luglio, nella Sala della Ragione (leggi qui).

 

I sindaci riuniti a Palazzo dei Capitani

Altri sindaci hanno trovato la legge ben fatta anche se carente sul punto che riguarda la rete ospedaliera, tra Case, Ospedali della salute e nuovo ospedale di primo livello a San Benedetto, intorno al quale non ci sono ancora soldi o progetti. C’è stato chi si è trovato d’accordo e basta sulla riforma che ha detto attesa e necessaria.

 

Quindi, a livello territoriale, si affronterà l’argomento riforma ancora per un po’, su vari tavoli che dovranno avere ascolto e condivisione. Da gennaio 2023 dunque cambierà l’assetto dirigenziale e organizzativo, con l’auspicio, dello stesso assessore Castelli, che l’introito della mobilità attiva – prodotta dal Piceno nella misura del 30% nelle Marche – resti “in casa” attraverso la rinnovata “autonomia” dell’Azienda sanitaria territoriale. Lo ha sempre detto ed ha confermato l’impegno in tal senso.

 

CASTELLI SUI FONDI PER IL PERSONALE

Ma il problema dei fondi per il personale non è cosa da poco da risolvere, poiché non riguarda solo la volontà politica della Regione Marche.

Guido Castelli spiega come stanno le cose: «Il personale Asur di Area Vasta 5 giustamente lamenta una situazione che negli anni ha portato ad una vera e propria condizione di discriminazione nei loro confronti, rispetto ai colleghi di altre Aree Vaste.

Una serie vicende, sottovalutate dall’Asur, negli anni scorsi ha fatto sì che fondi dedicati al personale fossero del tutto inadeguati.

 

Vicende che risalgono a qualche anno fa, con lo splafonamento dei tetti di spesa per i lavoratori e che gli stessi lavoratori hanno dovuto reintegrare per 400.000 euro l’anno.

A questo si è aggiunto il “mal vezzo” degli anni passati di implementare i servizi senza variare organico, dando personale aggiuntivo.

 

E’ nostra volontà ora “prendere il toro per le corna”. Perché non si può assolutamente eludere il tema dei temi. Cioè che l’Area Vasta 5 è stata messa nella condizione di non disporre personale sufficiente per far fronte alla richiesta di salute che arriva, attenzione, non solo dai 207.000 abitanti del Piceno. Ma anche da abruzzesi, laziali e umbri che chiedono prestazioni, senza che l’effetto di questa mobilità attiva venga riversata nell’Area Vasta 5.

La riforma, che sarà approvata entro estate, mira a dare una risposta a questo bisogno. Riassegnando infatti i valori economici e del personale a ciascuna Ast, sarà possibile finalmente invocare riequilibrio a favore del Sud delle Marche.

 

Lavoriamo per recuperare ora le mancanze del 2021, le premesse giuridiche ci sono e intanto riguardano il passato.

 

Poi dobbiamo metterci a sedere – pur sapendo che, in questo momento, ci sono vincoli di spesa – e cercare di governare affinché non si riproducano le distorsioni del passato.

Queste sono state scaricate addosso al sistema Av5 che ha patito tantissimo. Si sono creati buchi  che nessuno ha pensato di coprire. Esposito (direttore di Area Vasta 5, ndr), insieme con l’assessore Saltamartini ed il sottoscritto, utilizzerà tutte le migliori possibili soluzioni per dare risposte.

 

Non ci sono bacchette magiche anche perché i fondi per la Sanità sono regolati da prescrizioni statali.

Lo Stato si è rivelato particolarmente ingeneroso nei confronti delle Regioni, coprendo i costi per il Covid solo per un terzo.

La salute viene prima di tutto. La Regione Marche sta lavorando per dare certezze in tal senso, ai dipendenti ed ai cittadini».


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