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Bandiera gialla per San Benedetto: il Comune è “ciclabile”, ma sulle piste si balla ancora troppo

SAN BENEDETTO - Oltre al riconoscimento ufficiale andrebbe però fatta una disamina dello stato reale delle piste presenti in città
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La pista ciclabile parallela al Ballarin

 

di Giuseppe Di Marco

 

Quando vedrai sventolare bandiera gialla, tu saprai che qui si balla” recita una vecchia hit estiva, e il testo di questa canzone calza a pennello se si parla di San Benedetto, che è appena stata insignita della Bandiera Gialla dei Comuni Ciclabili e sulle cui piste si balla da tempo una danza piuttosto scomoda.

 

In Viale dello Sport, ad esempio, ci si muove a ritmo di un “saltarello” coatto, provocato dalle radici che hanno bucherellato qua e là il manto stradale, rendendolo irregolare su un tratto di circa 1,5 chilometri. E come non citare lo “joga bonito” che si è costretti a fare per andare dal Ballarin al centro? Dribbling, tornanti e doppi passi si rendono necessari per chi viene da nord, considerando le diverse deviazioni del traffico che funestano Via Morosini, Via Dari e Via Colombo. Infine, andrebbe citato anche il centro, e in particolar modo l’isola pedonale, dalla quale non parte alcun collegamento ad ovest della ferrovia. Vicoli ciechi, e balli bendati.

 

Insomma, San Benedetto non si può propriamente definire una città ben collegata da questo punto di vista. Tuttavia il riconoscimento le dà lustro e non menzionare anche i casi virtuosi sarebbe intellettualmente disonesto. Come nel caso della pista che va da Via PiemonteVia Manara, e che quindi collega le arterie centrali al quartiere Ponterotto. O come la pista sul lungomare, ampia e frequentata.

 

La Bandiera Gialla arriva dopo la decisione dello scorso 22 febbraio dell’amministrazione comunale di avanzare formale candidatura per il triennio 2022-24 al programma promosso dalla Fiab, forte di una rete ciclabile già ampiamente sviluppata sulla quale è stata poi imperniata la richiesta del riconoscimento, istruita su impulso del vice sindaco Antonio Capriotti e del consigliere comunale Fabrizio Capriotti che è anche titolare della delega “Spazio pubblico bene comune” assegnatagli dal sindaco Spazzafumo. Delega che pone particolare attenzione alla condivisione degli spazi urbani, al tema della “ciclabilità” in ambito ambientale, economico e turistico.

 

«Un obiettivo di questa Amministrazione – afferma il vice sindaco – è quello di ampliare, e realizzare laddove mancanti, i collegamenti ciclabili con i Comuni vicini. In tal senso siamo impegnati a sostenere la realizzazione del ponte ciclopedonale sul Tronto, ma soprattutto vogliamo vedere il completamento della pista ciclabile che collega il mare ad Ascoli, realizzando così una rete di percorsi ciclabili da fare invidia al resto d’Italia, con prospettive di sviluppo ambientale ma anche economico».

 

Ecco, nel contempo sarebbe auspicabile migliorare, oltre che la viabilità intercomunale, anche quella interna al territorio sambenedettese. Di balli, cittadini e turisti, ne hanno piene le tasche. O meglio, i raggi.

 

La pista ciclabile di Viale dello Sport è in condizioni inaccettabili


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