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Sanità, il Pd in pressing su Fioravanti: «Serve chiarezza, intervenga per tutelare l’ospedale Mazzoni»

ASCOLI - Le problematiche che ad oggi affliggono le strutture di Area Vasta 5 hanno spinto i dem a invocare una presa di posizione da parte del primo cittadino. Tanti i temi sul tavolo, dal destino della struttura di Monticelli agli investimenti in termini di personale, fino ad arrivare alla discussa nomina del primario di Chirurgia
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di Federico Ameli

 

«Abbiamo convocato questa conferenza stampa perché siamo convinti che sulla questione dell’ospedale Mazzoni la politica non possa più restare in silenzio».

 

Esordisce così il segretario provinciale del Pd Francesco Ameli nel fare il punto sulla situazione legata all’ospedale Mazzoni, che in queste settimane estive all’insegna del superamento del modello Asur fortemente voluto dalla Regione non vive certo i suoi momenti migliori.

 

Pietro Frenquellucci, Francesco Ameli e Angelo Procaccini in conferenza stampa

Con il personale sanitario costretto a mettere in campo la propria professionalità in condizioni non sempre ottimali, le sigle sindacali che solo per il momento hanno adottato la via del dialogo negli interessi dei lavoratori nonostante il clima di aperta contestazione e reparti accorpati o dislocati tra le due strutture di Ascoli e San Benedetto, la sezione ascolana dei dem prende la parola per invocare una presa di posizione da parte delle istituzioni, con particolare riferimento al primo cittadino Marco Fioravanti, che nel consiglio comunale di domani pomeriggio sarà peraltro chiamato a esprimersi su due interrogazioni a tema sanitario avanzate dal Pd.

 

«Abbiamo scelto di alzare la voce per denunciare le difficoltà oggettive dei reparti e dei cittadini – prosegue Ameli -. Chiediamo al sindaco di mettere da parte le apparenze e di intervenire sulla mancanza cronica di personale, sull’accorpamento dei reparti – Urologia e Chirurgia, ad esempio – e sulla riduzione dei posti letto nel caso di Pediatria, sullo scandalo del pronto soccorso e della Murg polifunzionale che di fatto non esiste più essendo dedicata ai pazienti covid.

L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli

È impensabile che il sindaco resti in silenzio di fronte a questa situazione. Oltretutto, con una legge di modifica dell’organizzazione ospedaliera che andrà ulteriormente a peggiorare la situazione di Area Vasta 5, ci chiediamo che ne sarà dell’ospedale Mazzoni. La Regione vuole realizzare una nuova struttura nell’area di San Benedetto: bene, ma noi vogliamo conoscere il futuro del nostro ospedale.

 

Dal sindaco vogliamo sapere quando aprirà il reparto di Neurologia, quando tornerà quello di Psichiatria, quali investimenti verranno fatti in termini di personale e cosa pensa della discussa nomina del nuovo primario di Chirurgia, tenendo anche conto che a Fermo ci sarà un ospedale nuovo e che qualche giorno fa la Regione Abruzzo ha dato l’ok per una nuova struttura da realizzare a Teramo».

 

Questa la lista di richieste che il Pd ha almeno in parte già presentato a Fioravanti e che ora i dem ribadiscono ponendo l’accento sulle criticità che ad oggi affliggono l’ospedale Mazzoni. In ballo, in fondo, c’è la salute di tutti.

Marco Fioravanti

«Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti – afferma il segretario del Pd comunale Angelo Procacciniabbiamo operatori che preferiscono andare altrove con contratti a tempo determinato anziché attendere di essere stabilizzati ad Ascoli.

Questo non è altro che l’esito di scelte politiche che mettono in difficoltà il territorio, con una disorganizzazione che di fatto porta a rafforzare il sistema clientelare.

 

 

 

Ci appelliamo alla popolazione per valutare se stiamo andando nella giusta direzione. Per noi no: siamo convinti che la cittadinanza debba richiamare il sindaco per far sentire la propria voce».

 

Dello stesso avviso anche l’ex candidato sindaco dem Pietro Frenquellucci, che solo tre anni fa era stato protagonista di una campagna elettorale fortemente incentrata sul tema sanitario.

 

«Ad oggi i cittadini sono costretti a spostarsi da Ascoli a San Benedetto anche per controlli di routine – dichiara il consigliere – il che vuol dire che, al di là dei roboanti annunci e slogan, manca una visione di città, di territorio e del ruolo che Ascoli vuole svolgere nei confronti del Piceno.

 

Il concetto di sanità non può rispondere alle logiche dei supermercati, c’è un sistema interno che semplicemente non segue principi matematici. Servono logica, organizzazione e riferimenti: per fare un esempio, mandare un primario da una struttura all’altra per controllare il suo reparto significa proporre un servizio non valido sia al professionista che ai pazienti».

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