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Whirlpool, l’azienda grande assente all’incontro al Mise: la condanna dei sindacati

VERTENZA - Dai vertici del colosso americano, solo un comunicato per dire che ogni discussione viene rinviata a dopo la conclusione della revisione del piano strategico. Sgomento e amarezza dei sindacalisti del Piceno e delle Rsu di Comunanza, presenti o collegati da remoto come pure l'assessore regionale Aguzzi, e che si uniscono all'accorato appello dei segretari nazionali: «Il governo dichiari quello degli elettrodomestici settore strategico»
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di Maria Nerina Galiè

 

Condanna unanime da parte delle organizzazioni sindacali, nazionali e provinciali, per la grande assente al tavolo convocato al Mise, nel quale si doveva discutere sul futuro degli stabilimenti Whirlpool in Italia, uno dei quali a Comunanza.

Non c’era infatti nessun rappresentante dell’azienda, convocata a Roma dal Ministero, per oggi 28 settembre.

 

Dai vertici del colosso americano degli elettrodomestici solo un comunicato, letto  davanti ad una folta platea, in presenza o collegata web, composta da rappresentanti dei lavoratori e delle Regioni, pieni di aspettative. Andate deluse per il rinvio di ogni confronto, se mai ce ne sarà uno, a dopo il 21 ottobre. Entro quella data infatti la Corporation dovrebbe sciogliere le riserve sul da farsi dei siti produttivi dell’intera Area Emea, in merito alle quali è ancora in corso la revisione strategica.

 

Anche i ministri, Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando, hanno evidenziato pubblicamente il loro disappunto per il comportamento dell’azienda.

 

Sono rimasti quasi senza parole le Rsu dello stabilimento di Comunanza, collegati da remoto, come pure i segretari provinciali di Ascoli Alessandro Pompei (Fiom Cgil), Romina Rossi (Fim Cisl), Francesco Armandi (Ugl Metalmeccanici). Era invece a Roma, anche per conto dei colleghi, Raffaele Bartomiol (Uilm). 

 

Le Marche erano rappresentate anche dall’assessore regionale Stefano Aguzzi, il quale ha ricordato dell’incontro, avvenuto a luglio proprio a Comunanza su iniziativa del sindaco Alvaro Cesaroni e nella quale hanno preso parte anche il presidente Francesco Acquaroli e l’allora assessore (da due giorni senatore) Guido Castelli. Era emerso fin da allora un’azione sinergica tra tutte le Regioni, nei cui territori hanno sede i siti produttivi Whirlpool.

 

Alessandro Pompei

«Di pari passo con la delusione per questo comportamento – afferma Alessandro Pompei, le cui parole sono state condivise pienamente da tutti gli altri rappresentanti sindacali del Piceno – cresce la preoccupazione per quello che potrebbe accadere. Il segnale non è buono, oltre che irrispettoso nei confronti di lavoratori e rappresentati del Ministero e delle Regioni.

E di certo non siamo disposti di attendere il 21 ottobre.

Abbiamo pertanto chiesto al Governo, seppure è in una fase transitoria, di mettere in campo ogni azione possibile per arrivare a capire le vere intenzioni dell’azienda».

 

Decisi a non fermarsi gli esponenti nazionali dei sindacati, che inviano note che si fanno eco l’una l’altra: «Nel caso in cui si trattasse di un piano inaccettabile – le parole sono di Gianluca Ficco, segretario nazionali Uilm, che ieri ha condotto l’assemblea dei lavoratori proprio a Comunanzaper l’Italia, chiederemmo al Governo di intervenire anche con i poteri speciali che la legge gli riconosce a protezione dei settori strategici. In una nazione povera di materie prime come la nostra, pensiamo difatti che tutta l’industria manifatturiera ed esportatrice sia da ritenere e formalmente qualificare come strategica».

 

«Ai ministri – prosegue Ficco – abbiamo chiesto di istruire un dossier da trasmettere al prossimo Governo, facilitando e velocizzando quel passaggio di consegne che troppe volte ha implicato tempi lunghi, incompatibili con quelli della vertenza Whirlpool. 

Gianluca Ficco parla ai lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Comunanza

Più in particolare, chiediamo al Governo subentrante di varare una politica di settore che salvaguardi l’industria degli elettrodomestici dalla crisi incipiente e che ci aiuti a stanare la multinazionale, per sapere se cederà le sue attività e a chi. Soprattutto dobbiamo conoscere il piano industriale di Whirpool e del potenziale acquirente». 

«Alla multinazionale invece – conclude Ficco – diciamo che i sindacati dei lavoratori chiedono non solo di conoscere la realtà delle cose, ma di aprire un confronto, in mancanza del quale dobbiamo mettere in campo reazioni adeguate».

 

«Il governo – dicono Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom Cgil e responsabile elettrodomestico e Silvia Spera, Area Politiche Industriali per la Cgil nazionale – deve utilizzare poteri speciali nei confronti di Whirlpool. Abbiamo purtroppo già avuto modo di vedere in azione la spregiudicatezza della multinazionale americana. È necessario mettere un freno alle delocalizzazioni e mandare immediatamente un segnale chiaro a Whirlpool.

La manifattura italiana rischia di saltare pezzo su pezzo. Sulla chiusura di Napoli non c’è stata nessuna discussione possibile, e ora stiamo assistendo alla stessa operazione da parte della multinazionale. Occorre agire prima che la decisione venga comunicata agli azionisti».

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