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Campagna vaccinale contro l’influenza, Angelini: «Il virus è tra le prime dieci cause di mortalità in Italia»

ASCOLI - Si parte martedì 18 ottobre in tutte le Marche. Ecco come funziona la somministrazione nel Piceno. Il direttore del Sisp e del Dipartimento di Prevenzione: «Non è solo un problema di salute pubblica». Il punto sull'anti covid e l'idea di aprire dei punti di prossimità per facilitare l'accesso
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Il dottor Claudio Angelini

 

di Maria Nerina Galiè

 

Il vaccino è un’efficace arma di difesa contro virus che possono diventare pericolosi: non protegge dal contagio, ma riduce le complicanze.

C’è chi ancora non ci crede o teme le conseguenze ed ogni opinione è legittima.

Nell’indecisione, c’è la scienza che può aiutare e ci sono i professionisti che fanno propri gli studi ed i dettami e si attivano affinché la popolazione abbia la copertura a cui ha diritto.

Tra i primi a credere nel vaccino anti influenzale, non solo per il ruolo che ricopre, è il dottor Claudio Angelini, direttore del Servizio Igiene e Salute pubblica e del Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 5.

«L’influenza stagionale non è solo un problema di sanità pubblica – afferma – nasconde infatti dei veri propri rischi per determinate categorie di popolazione. In Italia è tra le prime dieci cause di mortalità».

Parte martedì 18 ottobre la campagna vaccinale contro l’influenza, nelle Marche, dove sono attese 374.000 dosi, aumentabili in base alle richieste, aveva fatto sapere l’assessore regionale Filippo Saltamartini.

 

Nel Piceno è arrivata la prima tranche, pari a circa il 60% del fabbisogno, calcolato in ragione del cosiddetto “storico”, cioè della platea dello scorso anno, quando però l’adesione è stata in forma ridotta.

 

C’è una spiegazione che è collegata alla percezione del rischio, secondo il direttore del Sisp: «C’è stata un’alta adesione alla copertura contro l’influenza nel 2020, quando, erroneamente, circolava la voce che proteggeva anche dal Coronavirus.
Invece, nel 2021, l’influenza girava meno per via dell’utilizzo delle protezioni individuali, obbligatorie per difendersi dal Covid.
Quindi le persone si sono vaccinate meno e sono avanzate delle scorte. Che ovviamente sono state buttate via».

 

Da martedì prossimo, il vaccino anti influenzale sarà somministrato, su base volontaria e gratuita, ai soggetti con età pari o superiore ai 60 anni e a tutte le altre categorie previste: i residenti di strutture per anziani e lungodegenza, dove si somministrerà un vaccino “potenziato”, le persone ad alto rischio di complicanze o di ricovero ospedaliero correlato all’influenza, i familiari e contatti di soggetti ad alto rischio di complicanze, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e gli altri soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e i donatori di sangue.

«Come lo scorso anno – si legge inoltre, in una nota della Regione – la vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata anche nei bambini nella fascia di età 6 mesi-6 anni, per proteggere la popolazione pediatrica (la più colpita dall’influenza) e per ridurre la circolazione del virus influenzale».

E’ chiaro che chiunque, pur non appartenendo a queste categorie, può chiede la somministrazione che però è a pagamento.

«Sono diversi i tipi di farmaco che potranno essere utilizzati – spiega il dottor Angelini – ad esempio, nei pazienti lungodegenti si somministrerà il vaccino potenziato. Per la platea dai 2 anni di età e fino ai 18 anni non compiuti (è gratuito, lo ricordiamo, fino ai 6 anni) c’è la possibilità di ricorrere al formula in spray, che potrebbe essere accolta con maggiore favore dai piccoli».

 

«C’è poi il farmaco tetravalente, che protegge dai due virus di tipo A e B. Tra quelli di tipo A si segnala il ceppo isolato nei mesi scorsi nell’emisfero australe. Si tratta dell’H3N2 e risulta essere più impegnativo da un punto di vista clinico e  sarà quello che girerà di più», precisa il professionista.

 

«Quest’anno – è ancora Angelini a parlare – influenza e Covid rischiano di tornare alla carica ed insieme, proprio perché mascherine e distanziamento non sono più una regola comportamentale».

«Anche se – ricorda il dottor Ciarrocchi – negli ospedali continuano ad essere obbligatorie per gli accompagnatori, come lo è ancora l’esibizione del green pass, che può alternativo solo al tampone negativo».

 

Saranno deputati all’erogazione del vaccino anti influenzale i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le farmacie.

Nel Piceno ci si può vaccinare anche negli ambulatori del Servizio Igiene e Prevenzione, dove tutte le mattine dalle ore 8,30 alle 12,30  vengono somministrati i vaccini previsti in età pediatrica.

 

Per l’anti influenzale negli ambulatori del Sisp, bisogna prenotarsi, dottor Angelini?

«Non è indispensabile, ma il carico di lavoro, a volte, può comportare che si dica all’utente di tornare in un altro orario. In ogni caso il farmaco è a disposizione».

Come lo è nei punti vaccinali di Ascoli e San Benedetto, aperti per la campagna anti Covid.

In questo caso ci si deve prenotare sul portale Poste. «Chi ha l’appuntamento per l’anti Covid e rientra nelle categorie previste dalla circolare ministeriale – chiarisce il direttore del Sisp – può fare anche il vaccino contro l’influenza. Una pizzicata in un braccio, una dell’altro»

 

Il vaccino anti Covid in questi giorni sta registrando un aumento di richieste. Anche perché dal 15 settembre è disponibile la versione aggiornata contro la variante Omicron e dall’1 ottobre gli slot sono stati aperti a tutti, dai 12 anni in poi.

Come è, dottor Angelini, la situazione nei pvp del Piceno?

«Si fatica, perché dal 31 marzo non è più possibile usufruire del personale assunto proprio a questo scopo. Io sto utilizzando medici del Sisp. Non è facile.

Prevedendo un’ulteriore affluenza, proprio in vista dell’aggiunta della campagna anti influenzale,  stiamo lavorando per attivare dei punti di prossimità.

Sarebbe molto utile – come lo è stato per l’anti Covid – nelle zone montane. I medici di famiglia si possono organizzare anche insieme per vaccinare i propri assistiti, riducendo lo spreco dei personale e di farmaci, oltre che per evitare a molti spostamenti difficoltosi». 


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