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Tutela del patrimonio storico, avviato il censimento dei beni: tra questi anche la “casa bassa” di Via Cairoli

SAN BENEDETTO - Una volta redatto il piano dei beni immobili, verranno proposti degli interventi per la salvaguardia. La strada però è tutta in salita: la trattativa per acquisire la "casa bassa" di Via Cairoli, infatti, è saltata.
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La “casa bassa” di Via Cairoli

 

di Giuseppe Di Marco

 

E’ con un censimento dei beni storici, che il Comune di San Benedetto ha deciso di rispondere all’appello lanciato settimane fa dal Circolo dei Sambenedettesi, preoccupati per il futuro delle cosiddette “case basse”, tra cui quella di Via Cairoli.

 

La casa bassa, come ampiamente spiegato dallo storico Giuseppe Merlini, rappresenta la tipica abitazione marinara della costa marchigiana. Questo particolare tipo di abitazione, definito e classificato in base alle sue caratteristiche morfologiche dimensionali, è più o meno equamente diffuso su tutto il litorale e rappresenta spesso la tipologia predominante nei borghi marinari che si sono sviluppati tra la fine del XVII e il XIX secolo.

 

Costruite con materiali poveri e spesso prive di pavimento, oggi le “case basse” costituiscono un patrimonio abitativo in gran parte perduto: l’associazione presieduta da Gino Troli, dunque, ha esortato l’Amministrazione comunale e la Regione Marche ad intervenire con misure urgenti  di tutela per salvaguardare gli ultimi segni storici e architettonici di una tipologia residenziale che rischia la totale estinzione. Fra tutti, gli esemplari di maggiore spicco sono quelli inclusi nel blocco fra Via Cairoli e Via degli Orti.

 

Una volta redatto il censimento, il Comune proporrà delle misure da adottare per tutelare questi beni. E’ ancora da capire, comunque, con quali risorse si possano coprire investimenti tutt’altro che irrisori. Un primo passo, nelle scorse settimane, era stato compiuto dalla stessa Amministrazione, che aveva contattato i proprietari della casa di Via Cairoli per intavolare trattative di un’eventuale cessione. All’inizio la pratica si era messa bene, visto che la somma da spendere si sarebbe aggirata attorno ai 150.000 euro. I lavori, però, si sono ben presto arenati.

 

C’è da dire che su queste antiche abitazioni vigerebbe un vincolo storico della Soprintendenza. In che modo però si intenda rispettare tale vincolo, non è ancora dato sapere.


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