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Sanità sempre bollente, Acciarri contro Casini e Ameli: «Ecco come la Regione destinerà più risorse al Piceno»

ASCOLI - La consigliera regionale della Lega spiega nel dettaglio l'azione della Giunta regionale e addossa alla precedente Amministrazione la responsabilità del trattamento del personale dell'Area Vasta 5 inferiore a quello degli altri territori marchigiani
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Monica Acciarri e Anna Casini

 

 

La Sanità nel Piceno troverà mai pace? Le tensioni, a tutti i livelli, nella politica e ancor più tra le organizzazioni sindacali che denunciano un trattamento inferiore rispetto agli altri territori delle Marche, sembrano infinite con gli utenti che vorrebbero prestazioni immediate e qualificate.

Il neo consigliere regionale della Lega Monica Acciarri, esperta di Sanità, controbatte in particolare alle accuse della collega del Pd Anna Casini e del segretario provinciale del Pd Francesco Ameli. Rassicura sulla volontà del governo regionale di colmare le lacune e addossa molte responsabilità («Ha fatto danni») alla precedente Giunta di centrosinistra guidata da Luca Ceriscioli.

 

«Un intervento perequativo sui fondi delle diverse Aree Vaste, ora così tanto invocato dal Pd, doveva essere già cosa fatta entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge regionale del 2017 che ha apportato modifiche a quella del 2013», afferma la Acciarri.

«Francesco Ameli – continua la neo consigliera regionale – sostiene che sono stati negati diritti a favore dei lavoratori della Sanità picena (leggi qui le dichiarazioni del segretario provinciale del Pd)?

No, è un’affermazione del tutto infondata visto che già è stato attivato, su iniziativa dell’attuale Giunta regionale, un apposito tavolo tecnico per la risoluzione delle annose problematiche dell’Area vasta 5 in materia di fondi contrattuali.

Sono stati effettuati diversi incontri con i rappresentanti sindacali dell’Area vasta 5 e, seppur un minimo che sicuramente non soddisfa entrambe le parti al tavolo, è stato erogato (circa 266.000 euro) in quanto entra in via definitiva e strutturale nei fondi a disposizione dell’Area vasta  5.

Impegno assunto anche nel corso dell’incontro in Prefettura da parte della dirigenza dell’Asur sulla volontà di adeguare la consistenza del fondo del personale del comparto per consentire il pagamento del trattamento economico accessorio del comparto per il 2021 e 2022. Con l’integrazione dei fondi che verrà effettuata mediante l’utilizzo di risorse economiche nuove e senza intaccare le disponibilità di altre Aree vaste che risultano più capienti, si darà risposta alle numerose procedure per il riconoscimento dei benefici contrattuali che, da diversi anni, non trova riscontro».

 

«Anna Casini, consigliera regionale del Pd – dice ancora Monica Acciarri nella sua difesa dell’azione della Regione – continua una battaglia persa sulla situazione del riequilibrio e riallineamento del fondo risorse decentrate per l’Area Vasta 5.

La Giunta di centrodestra guidata dal presidente Francesco Acquaroli decide dei procedimenti e applica quanto deciso a favore della Sanità regionale e del Piceno mantenendo gli impegni.

Storicamente l’Area vasta 5 dispone di fondi contrattuali del comparto più limitati rispetto alle altre Aree vaste e le motivazioni di tale situazione deriva dalla gestione storica dei fondi contrattuali da parte della stessa Area vasta (ad esempio la gestione dell’istituto dello straordinario senza programmazione e definizione di budget per unità operative)».

 

Monica Acciarri entra nel dettaglio della materia: «A seguito dello sforamento dei fondi contrattuali avvenuto nel 2016, la Corte dei Conti ha aperto un procedimento contabile che ha ulteriormente aggravato la situazione, in quanto l’Area vasta ha dovuto effettuare un progressivo recupero delle somme erogate riducendo altresì le quote individuali dei dipendenti.

Nei primi mesi del 2022 la direzione generale dell’Asur e il direttore dell’Area Vasta 5, non potendo pagare gli straordinari di competenza dei mesi di novembre e dicembre, hanno rappresentato alla Regione la problematica dello splafonamento del fondo condizioni di lavoro e incarichi dell’anno 2021, dovuto fra l’altro all’erogazione delle indennità di malattie infettive al personale correlato all’emergenza Covid 19.

Il direttore dell’Area vasta 5 come prima soluzione della problematica ha sottoscritto un accordo sindacale per finanziare temporaneamente l’istituto dello straordinario con le risorse dell’anno 2020 delle premialità Covid pari a euro 495.000.

Con decreto di Giunta regionale del 5 agosto è stato rideterminato il tetto del personale dell’Asur di euro 266.000 con la specifica finalizzazione di incrementare in maniera stabile i fondi contrattuali del trattamento accessorio.

Le organizzazioni sindacali dell’Area vasta 5 rivendicano ulteriori risorse stabili di circa 500.000 euro per ristabilire una quota media adeguata».

 

I possibili interventi della Regione? «L’articolo 11 del decreto 35 del 2019, convertito in legge 60, consente – spiega sempre Monica Acciarri – all’interno del tetto di spesa del personale, di incrementare i fondi contrattuali delle aziende in presenza di nuove assunzioni per garantire ai dipendenti un trattamento accessorio non inferiore alla quota media del trattamento accessorio dell’anno 2018 scelto dalla normativa come target di riferimento.

Relativamente all’annualità 2022, per valutare la percorribilità del percorso, si ritiene necessario:  acquisire dalle aziende la consistenza dei fondi 2022 delle tre aree contrattuali (dirigenza sanitaria, comparto e dirigenza pta) certificati dai Collegi sindacali; acquisire dalle aziende il numero delle unità equivalenti previste al 31 dicembre 2022; procedere alla determinazione dell’incremento/decremento dei fondi contrattuali; individuare le risorse all’interno del budget delle aziende in quanto la circolare prevede che le risorse siano all’interno dell’assegnazione del Fondo sanitario nazionale; far certificare alle aziende il rispetto del tetto del personale.

 

A decorrere dal 2023 con le nuove aziende una quota di incremento del tetto di personale potrà essere distribuito fra le aziende del servizio sanitario regionale tenendo conto degli squilibri nei fondi contrattuali.

Questa progressiva operazione potrebbe consentire l’attuazione anche della legge regionale 8 del 2017 in materia di perequazione dei trattamenti economici.

C’è da sottolineare come le risorse destinate all’incremento dei fondi tolgono risorse finalizzate alle proroghe e alle nuove assunzioni. Perché finalmente Anna Casini digerisca l’amaro calice, sappiano i cittadini del Piceno e gli operatori sanitari che per i 495.000 c’è un accordo sottoscritto con l’Asur per la restituzione degli stessi entro il 31 ottobre 2022».

 

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