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Sanità, sindacati in rivolta: «Subito una soluzione, o proclamiamo lo sciopero»

IL CONFRONTO online però è stato rinviato dall'assessore Saltamartini per la mancanza di diverse sigle, fra cui Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fials e Rsu, che spiegano le loro motivazioni
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Maurizio Pelosi (NurSind) durante il picchetto di fronte all’ospedale Madonna del Soccorso

 

di Giuseppe Di Marco

 

C’era grande attesa, dopo le proteste di ieri al Madonna del Soccorso, riguardo al tavolo fra sindacati e Regione Marche sui diritti e la rideterminazione salariale del personale dell’Area Vasta 5. Il confronto online però è stato rinviato dall’assessore Saltamartini per la mancanza di diverse sigle, fra cui CgilCislUilUglFials e Rsu.

 

Niente discussione, quindi, sulla restituzione dei 495.000 euro del Fondo Produttività Collettiva 2021, e nemmeno sulla rideterminazione dei fondi contrattuali, ritenuti inferiori di 1.000 euro pro capite. Nursing Up,  NurSind e Usb, in collegamento con i rappresentanti di Palazzo Raffaello e dell’Asur, hanno però ottenuto la promessa di un nuovo tavolo di confronto, che verrà convocato entro pochi giorni.

 

«Il tavolo tecnico è stato rinviato per la scarsa affluenza – ha dichiarato Roberto Tassi, del Nursing Up – Le problematiche sono ben note a tutti e va presa una soluzione in brevissimo tempo, anche in virtù dell’imminente riorganizzazione sanitaria. La prossima convocazione sarà senz’altro in presenza, e dovrà essere programmata per la prossima settimana. Se ciò non avverrà andremo avanti con la mobilitazione, presentandoci in regione, oppure con lo sciopero. Forse la regione è in difficoltà e spera di trovare risorse dal prossimo bilancio, ma a noi poco interessa: questa sperequazione va avanti dal 2015».

 

«Siamo la Cenerentola delle Marche – ha aggiunto Maurizio Pelosi (NurSind) – il personale si sta dissanguando e non si vedono vie d’uscita. Se non ci vengono prospettate soluzioni immediate, alzeremo i toni».

 

Al centro, Mauro Giuliani

«Abbiamo rappresentato tutto il nostro sconcerto per il comportamento delle altre organizzazioni sindacali – ha sottolineato Mauro Giuliani (Usb) – il cui unico scopo, forse, è tirarla alle lunghe invece di chiedere risposte».

 

Dal canto loro, le sigle sindacali che non hanno partecipato al tavolo di questa mattina hanno confermato l’iniziativa di protesta del 24 novembre al Mazzoni di Ascoli e del 29 novembre di fronte all’ospedale di San Benedetto.

 

Ecco cosa scrivono Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fials e Rsu per spiegare le ragioni della loro assenza: «L’ invito con cui, tramite mail pervenuta in data odierna (ieri 21 novembre, ndr), il Dipartimento Salute invita delle rappresentanze sindacali ad una riunione in videoconferenza per domani mattina (oggi), ore 8,30, risulta intempestivo, errato nell’individuazione dei soggetti sindacali da convocare, assolutamente inadeguato nelle modalità di confronto, limitato temporalmente in considerazione della circostanza che il direttore del Dipartimento ha già convocato, per le 9,30, una riunione similare, ma guarda caso, in presenza.

Considerato infine che, già in sede di riunione in Prefettura, le scriventi avevano dichiarato la disponibilità a sospendere l’agitazione del personale unicamente a fronte di documenti scritti e date certe, queste rappresentanze sindacali non parteciperanno alla riunione in quanto la stessa palesemente strumentale e dilatoria, di conseguenza riconfermano il calendario delle manifestazioni programmate e lo stato di agitazione fino alla sottoscrizione di un accordo che consenta il riconoscimento di tutti i diritti del personale
dell’Area Vasta 5, reiteratamente vilipeso».


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