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Pietro Perini, presidente dell’Anpi: «Perchè nessun riferimento al vissuto antifascista di Cino Del Duca?»

ASCOLI - Dopo la visita a Parigi, presso la "Fondazione Simone e Cino Del Duca", dell'onorevole Giorgia Latini, dell'assessore regionale Chiara Biondi e dei sindaci di Ascoli (Marco Fioravanti) e Montedinove (Antonio Del Duca). «In Francia fu insignito della Croce di Guerra e due onorificenze per il suo contributo alla Resistenza, una dalle mani del generale De Gaulle»
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«Abbiamo appreso dalla stampa locale di una visita effettuata da Giorgia Latini (parlamentare alla Camera, ndr), Chiara Biondi (assessore regionale alla cultura, ndr), Marco Fioravanti (sindaco di Ascoli, ndr) e Antonio Del Duca (sindaco di Montedinove, ndr) presso la Fondazione Simone e Cino Del Duca a Parigi, per valutare la realizzazione di una produzione televisiva e cinematografica sulla figura di Cino Del Duca».

 

Pietro Perini

Lo afferma Pietro Perini, presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), figlio del leggendario comandante partigiano Spartaco Perini. 

 

«Abbiamo riscontrato, non senza rammarico, l’assenza di ogni riferimento al vissuto antifascista dell’illustre protagonista – prosegue Perini – il quale fu insignito di ben due onorificenze in terra di Francia per il suo contributo alla Resistenza: la “Legione d’onore” assegnatagli dal generale De Gaulle e la “Croce di Guerra”, tributata dal Governo francese con la seguente motivazione: “Conquistato sin dall’inizio alla causa della Resistenza, è stato uno degli animatori della Legione garibaldina in Francia. Dalla fine del 1940 ha preso contatto con Kapp del Réseau Alliance ed è stato utilizzato per il trasporto del corriere clandestino. Animatore dell’AVIAP ( l’associazione dei combattenti volontari italiani nell’esercito francese) fin dal 1943 ha assicurato la carta e i fondi necessari alla stampa e alla diffusione dei volantini antihitleriani e alla produzione di falsi certificati di lavoro. Sfuggito alla caccia della Gestapo, ha dedicato la vita alla Resistenza”».

 

Cino Del Duca

«Non sappiamo se tale omissione sia solo frutto della brevità della cronaca – aggiunge Perini – ma, in quanto custodi della memoria partigiana, abbiamo il timore di vedere occultata, o anche solo trascurata, la scelta di vita antifascista di Cino Del Duca. La nostra preoccupazione è tanto più fondata se consideriamo che, non da oggi, in Italia si va affermando una contro narrazione della storia della Resistenza ad opera di alcuni settori moderati e della destra, con l’intento piuttosto esplicito di riproporre e “normalizzare” fatti e protagonisti dell’infame ventennio fascista.

 

Abbiamo manifestato le nostre perplessità alla direttrice generale della “Fondazione Camille Bouvier” – conclude il presidente dell’Anpi picena – perché non vorremmo che la memoria di un grande antifascista, quale fu Cino Del Duca, venga menomata della parte a cui tutti noi tributiamo ammirazione e riconoscenza».

 

Una produzione cinematografica su Cino Del Duca: il resoconto della “missione” parigina della delegazione marchigiana


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