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Calcio in lutto per la morte di Gianluca Vialli: affrontò 13 volte l’Ascoli segnandogli 5 gol

DOPO i lutti di Mihajlovic e Pelè, ancora un velo di tristezza sullo sport con la scomparsa dell'ex bomber di Samp, Juve e Nazionale, poi diventato collaboratore azzurro di Mancini. Aveva giocato tante volte contro i bianconeri, in A e in Coppa Italia. Al "Del Duca" l'ultimo confronto nel 1992
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Gianluca Vialli contro l’Ascoli marcato dal bianconero Flavio Destro

 

di Andrea Ferretti

 

Mihajlovic, Pelè, Vialli. Un fine 2022 e un inizio 2023 con il calcio listato a lutto come mai era capitato. Tutto in pochi giorni: Mihajlovic il 16 dicembre, Pelè il 29 e Vialli questa mattina 6 gennaio. Tre settimane in cui, nel nome di “the show must go on”, ecco che si sono chiusi i Mondiali con la coppa alzata dall’Argentina ed ecco che in Italia è ripartito il campionato di A, preceduto da quello di B che non ha goduto di “ferie mondiali”.

 

Se ne sono andati tre giocatori simbolo. Simboli non solo per quello che hanno fatto sul rettangolo verde. Pelè attaccato alla vita, proprio come il pallone che si attaccava ai suoi piedi, fino all’ultimo. Mihajlovic e Vialli due rari esempi della lotta e del coraggio di chi, nel calcio e nella vita, non si è mai arreso.

 

Abbiamo voluto ricordare Pelè con una foto sorridente che lo ritrae insieme ad un personaggio dello sport ascolano (Zè Agostini), sorridente anche lui, che lo aveva incontrato nel 1985 a New York.

 

Abbiamo voluto ricordare Mihajlovic con quel calcio di punizione, la sua specialità, con cui segnò al “Del Duca” contro l’Ascoli l’ultimo gol della sua carriera indossando la maglia dell’Inter nel 2006.

 

Eccolo contrastato da Aloisi

Gianluca Vialli ci piace ricordarlo per i suoi gol, i trionfi e tutto quello che ci ha regalato da giocatore, ma anche per gli insegnamenti che ci ha donato in questi ultimi anni.

 

Da calciatore ha affrontato l’Ascoli un mucchio di volte, sempre con la maglia della Sampdoria, ben 13 di cui 11 in campionato, ovviamente quello di Serie A, e 2 in Coppa Italia. Erano i tempi in cui la squadra  bianconera era protagonista nel massimo campionato e in cui raggiunse anche i quarti di finale della Coppa nazionale.

 

Nelle 13 occasioni in cui affrontò l’Ascoli – 7 volte al “Del Duca” – Vialli andò anche 5 volte in gol. Le prime due sfide nel campionato 1984-1985, lui ventenne, con una vittoria per parte (2-0 a Marassi, 2-0 al Del Duca). Poi due confronti nel 1986-1987 entrambi vinte 1-0 dalla Samp. Quindi altri due nel 1987-1988: 2-0 a Genova con un suo gol e 1-1 ad Ascoli. Nel 1988-1989 fu lui a decidere Samp-Ascoli, e segnò anche una rete nel 2-2 del ritorno nelle Marche. Nel 1989-1990 affrontò l’Ascoli solo nella gara di andata al “Del Duca” (2-1). Nel 1991-1992 gli ultimi due confronti, con una sua doppietta nel 4-0 di Marassi, poi nel ritorno al “Del Duca” finì 0-1.

 

In Coppa Italia Sampdoria e Ascoli si affrontarono nei quarti di finale dell’edizione 1987-1988. In semifinale andarono i blucerchiati dell’ex Boskov che vinsero 4-2 in casa e pareggiarono 1-1 nel match di ritorno.

 

L’ultima volta che i tifosi dell’Ascoli hanno potuto veder giocare Vialli contro la propria squadra del cuore, al “Del Duca”, fu quasi trent’anni fa, il 23 febbraio 1992. La gara fu decisa da un gol di Silas. Queste le formazioni. L’Ascoli di Cacciatori: Lorieri, Aloisi (41’st Marcato), Pergolizzi, Pierleoni, Benetti, Cavaliere, Troglio, Bernardini, Bierhoff, Zaini, D’Ainzara. La Samp di Boskov: Pagliuca, Mannini, Katanec, Invernizzi, Vierhowod, Lanna, Lombardo, Silas, Vialli (8’st Orlando), Buso (1’st Mancini), Bonetti.

 

A fine stagione Samp al 6° posto, Ascoli in B e Vialli alla Juventus, la terza squadra italiana di una carriera che aveva iniziato nella Cremonese e che concluse nella Premier League nel Chelsea. Più 59 partite e 16 gol in azzurro, compresi i Mondiali 1986 e 1990 e gli Europei 1988, per un totale di 286 reti in 753 partite.

 

Da allenatore ha guidato il Chelsea e il Watford in Inghilterra, poi ha affiancato in Nazionale il suo amico di sempre Roberto Mancini. L’immagine dell’abbraccio tra i due, dopo la vittoria azzurra all’Europeo 2020, resta indelebile: non si può e, soprattutto, non si deve dimenticare.

 

Il commosso ricordo di Mihajlovic che segnò il suo ultimo gol all’Ascoli

Quando Zè Agostini incontrò Pelè a New York


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