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Si infittisce il mistero della fontana con l’acqua di colpo diventata non potabile

ASCOLI - Il dubbio se quella che sgorga lungo la Salaria, dove è stata affissa una targa con il divieto in quattro lingue, sia stata fatta analizzare, recentemente alcuni turisti si sono dissetati all’antico lavatoio situato nei pressi di Porta Gemina, dove da tempo è “non potabile”, accusando problemi intestinali. E così le targhe ora sono due
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La fontana di Via Salaria e quella del lavatoio di Porta Romana

 

di Andrea Ferretti

 

Potabile, o non potabile, questo è il dilemma. La celebre frase dell’Amleto di William Shakespeare calza a pennello per la fontana di Porta Romana, quella situata lungo la Salaria alle porte di Ascoli. Quella dove hanno bevuto generazioni di ascolani e dove si sono abbeverati milioni di viandanti. Quella che automobilisti, motociclisti e ciclisti ne hanno fatto una tappa obbligatoria, almeno fino a qualche giorno fa, soprattutto nel periodo estivo. Acqua buona e fresca, ma da qualche giorno “non potabile”.

 

A poca distanza c’è un altro “abbeveratoio”: stesso quartiere, stessa via (Viale Treviri, la prosecuzione cittadina della Salaria). Sembra si tratti di acque provenienti da falde diverse. E’ la fontana dell’antico lavatoio situato sotto i resti delle fortificazioni che un tempo si chiudevano su Porta Gemina. Lì pare che recentemente alcuni turisti, durante una pausa della passeggiata che li aveva condotti in questa zona di Ascoli, si siano dissetati ma abbiano poi dovuto far ricorso più volte all’uso della toilette.

 

Restando nel campo delle ipotesi, dopo la loro segnalazione al Comune (l’acqua e le due fontane in questione non sono gestite dalla Ciip) si è deciso di prendere due piccioni con una fava piazzando due targhe identiche sia al lavatoio – dove peraltro era già specificato “non potabile” – che alla fontana di Via Salaria dove però l’acqua non risulta abbia mai causato problemi a qualcuno.

 

Il ricordo, anche molto recente, è di persone in fila con bottiglie e taniche da riempire e portare a casa. Ma quell’acqua è stata fatta analizzare? Nel dubbio, qualche cittadino sembra intenzionato a farlo a proprie spese, che sono sicuramente inferiori al costo della targa e degli operai che l’hanno montata. Lungo la Salaria la gente continua a fermarsi per bere nonostante il “do not drink”, il “nicht trinkbar wasser” e il “pas a boir”.

 

A prescindere dal fatto che sarebbe bastato un semplice vocabolario di francese per scrivere un più corretto “Eau non potable”, sono molti quelli che se ne vanno più assetati di prima, delusi e con un dubbio (“cosa è successo?”) ancora senza risposta. Ma c’è anche chi attraversa la strada e acquista una bottiglietta d’acqua nel bar di fronte.

 

L’acqua che sgorga dall’antica fontana all’improvviso diventa “non potabile”


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