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Dragaggio, Giorgi e Costantini: «Come verranno usati i 600.000 euro rimanenti?»

SAN BENEDETTO - I segretari Pd: «Si potrebbero prevedere interventi programmati annuali del costo di 150.000 euro, sufficiente per dragare periodicamente circa 150.000 metri cubi di sabbia»
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Il molo del porto di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

Il dragaggio all’imboccatura del porto di San Benedetto è partito la settimana scorsa. L’avvio dell’intervento non ha suscitato solo reazioni positive. Sono in molti, soprattutto in minoranza, a chiedersi come verranno utilizzate le risorse rimaste inutilizzate dal finanziamento iniziale.

 

«Degli 1,8 milioni intercettati dal centrosinistra – affermano i segretari del Pd Pier Giorgio Giorgi ed Elio Costantinisolo 1.173.000 euro verranno spesi per il dragaggio. Che fine faranno i restanti 600.000 euro? Chiediamo che vengano spesi per il nostro porto. Come ci segnalano i nostri esperti, ad esempio, si potrebbero prevedere interventi programmati annuali del costo di 150.000 euro, sufficienti per dragare periodicamente circa 150.000 metri cubi di sabbia al fine di evitare futuri insabbiamenti dell’imboccatura e pericolosi incidenti. In ogni caso per l’infrastruttura sambenedettese va trovata una soluzione definitiva».

 

I due segretari ripercorrono le tappe che hanno portato all’esito della scorsa settimana, e colgono l’opportunità di fare un nuovo affondo ai danni della destra regionale. «Al termine del 2017 – asseriscono Giorgi e Costantini – grazie al lavoro svolto in sinergia tra l’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Rodolfo Giampieri, la giunta Ceriscioli e i rappresentanti in regione del Pd Piceno, vengono reperiti 1,8 milioni provenienti dal fondo di perequazione Iva dell’Autorità di Sistema, da destinare al dragaggio del porto di San Benedetto che necessita di un intervento a causa dell’insabbiamento dell’imboccatura. L’ultimo era stato effettuato nel 2008 quando era sindaco Giovanni Gaspari».

 

Giorgi e Costantini, infine, deprecano l’esultanza delle autorità cittadine all’inaugurazione dell’intervento: «C’è chi a fine ottobre 2022 la spara grossa – concludono i segretari – e garantisce l’inizio dei lavori per la fine di novembre e chi, con maggiore prudenza e usando il condizionale, a dicembre indica come data marzo 2023. Tra un rinvio e l’altro si arriva a settembre 2023. La durata del dragaggio è di almeno quattro mesi e mezzo per cui se tutto andrà bene l’imboccatura del porto verrà messa in sicurezza a gennaio 2024. I toni trionfalistici sono fuori luogo quando si tratta di garantire un diritto sacrosanto dei lavoratori, quello alla sicurezza sul lavoro. Questo, infatti, un dovere».

 

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