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“Giorno del Ricordo”: commemorazione a Monticelli e convegno a Palazzo dei Capitani

ASCOLI - La prima domani, sabato 10 febbraio, con deposizione ella corona di fiori e il "Silenzio" suonato dalla Fanfara dei Bersaglieri. Il secondo domenica nella Sala della Ragione con il reporter di guerra Fausto Biroslavo. Il messaggio del presidente della Provincia Sergio Loggi
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Giovanni Borraccini (vice presidente Provincia) e Marco Fioravanti (sindaco di Ascoli) alla commemorazione delle vittime delle foibe lo scorso anno a Monticelli

 

Un programma di iniziative in onore degli italiani di Istria e Dalmazia vittime dell’eccidio delle foibe. Ad Ascoli lo ha organizzato il Comune insieme all’associazione “Unione degli Istriani” in occasione del “Giorno del Ricordo”, intitolato anche quest’anno “Il Ricordo non cade”.

 

Con il programma curato dai consiglieri comunali Patrizia Petracci ed Emidio Premici, si comincia domani, sabato 10 febbraio, alle ore 8,30 quando alla presenza delle autorità civili, religiose e militari ci sarà la commemorazione a “Largo Martiri delle Foibe” a Monticelli: deposizione della corona di fiori, il suono del “Silenzio” da parte della Fanfara dei Bersaglieri di Ascoli, la lettura di un estratto del libro “10 febbraio: dalle foibe all’esodo” del senatore Roberto Menia, promotore della legge 92/2004.

 

Domenica alle ore 17 convegno nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani con ospite il noto giornalista e reporter di guerra Fausto Biroslavo che presenterà il libro “Verità infoibate”’. Nell’occasione verrà inaugurata la mostra “Goli Otok-L’isola degli orrori” che sarà esposta per una settimana nella Sala Massy.

 

IL MESSAGGIO DI SERGIO LOGGI presidente della Provincia di Ascoli

 

«Commemorare la tragedia delle Foibe rappresenta occasione di riflessione per vivere con consapevolezza il presente respingendo l’indifferenza e quelle ideologie esasperate, che calpestano i diritti dei singoli e negano i valori umani, la solidarietà e la democrazia. Il dramma dell’esodo giuliano-dalmata conferma, con ancora più forza e nitidezza, l’importanza dell’Unione Europea quale spazio comune essenziale di libertà, sicurezza, giustizia e fraternità tra i popoli. Ma le conquiste non vanno mai date per scontate, bensì riaffermate e comprese, specialmente in periodi storici come questo, in cui riemergono conflitti, intolleranza ed egoismi nazionali. Come ha ricordato il Capo dello Stato spetta “alle nuove generazioni ricostruire una convivenza fatta di rispetto reciproco e di collaborazione. E’ dal riconoscimento reciproco che riparte il dialogo e l’amicizia, tra le persone e le culture».


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