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“Affittasi attività”, chiude l’edicola di Piazza Immacolata: un’era al tramonto

ASCOLI - Un'altra storica rivendita di giornali e riviste alza bandiera bianca. Segno della crisi inesorabile che attanaglia il mondo dell'editoria. E di un'epoca che metteva al centro i rapporti umani. L'esempio dei negozi di dischi, da "Musica Inn" a "Franco Dischi e Musica", tutti ormai spariti
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L’edicola di Piazza Immacolata

 

di Luca Capponi 

 

«Ce fa lu street food pure qua?». 

 

La frase in dialetto, a metà tra tristezza, ironia e rabbia, la pronuncia un passante mentre stiamo scattando alcune foto. Il riferimento è all’edicola di Piazza Roma, in centro storico, che dopo anni di onorato servizio oggi è diventata un luogo dedito alla somministrazione di cibo (leggi qui).

 

Tempi che cambiano, si dirà, non necessariamente in meglio. Location diverse, stavolta siamo in Piazza Immacolata, nel quartiere di Porta Maggiore, ma l’amaro ritornello resta lo stesso: “Affittasi attività”. Anche qui il destino sembra già scritto.

 

Tra un po’ nessuno si ricorderà più delle edicole. Stanno sparendo, una ad una, ed in città ormai si contano facilmente a mente. Ultimi avamposti di un mondo che evolve a ritmo di intelligenze artificiali e mette tra i ricordi momenti, persone, gesti quotidiani che erano piccoli riti, come quello dell’acquisto di un quotidiano o di una rivista, dopo due chiacchiere con l’edicolante, una battuta e un saluto.

 

Segno di una crisi ineluttabile che attanaglia il pianeta editoria e che negli anni ha portato alla drastica riduzione delle copie vendute, se non addirittura alla chiusura, di tante storiche testate. Crisi che, inevitabilmente, si riflette sulle stesse edicole, ammirevoli nella loro lotta per la sopravvivenza, passate dal vendere solo giornali a fungere da piccoli bazar pur di tirare avanti. Fa specie, sì, e fa riflettere, soprattutto leggendolo dallo schermo del telefono o di un pc.

Jack Black nel mitico negozio di dischi del film “Alta Fedeltà”

 

Chiamasi progresso. Un meccanismo perverso, a volte, e che non fa sconti a nessuno. Uno dei tanti esempi: ricordate i negozi di dischi e le ore passate a scegliere un titolo da acquistare, magari dopo averne ascoltato un’anteprima con le cuffie? In città ve ne erano diversi, da “Immagini Musicali” a “Musica Inn” in Piazza Arringo. Oggi non ce n’è più nemmeno uno. L’ultimo a mollare fu il mitico “Franco Dischi e Musica”, sul Lungo Tronto. Era il 2012. Un’era fa, letteralmente.

 

Senza scivolare nella retorica e nella facile nostalgia, e lungi dal voler demonizzare comodità e agi, ma l’impressione è che la velocità con cui si consumano questi tempi sia troppa, soverchiante e annichilente. La vita di prima scorreva più lenta. Forse troppo? Risposta difficile da dare. Però sicuramente sembrava più umana.

 

L’edicola dei giornali diventa street food: nuova vita per il chiosco di Piazza Roma


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