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Luigi Coccia vince il “Festival della canzone ascolana”

KERMESSE al Teatro Ventidio Basso con uno spettacolo di tre ore infarcito di musica, balli e sketch comici. Sul gradino più alto del podio la canzone “Te vogghie fa ‘nnamerà”. Al secondo posto “I ragazzi della cantina”, al terzo Roberto Cruciani. “Premio Bruno Ferretti” (miglior testo) a Carlo Spurio, “Premio Ivan Graziani” al mattatore della serata Angelo Carestia
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Il vincitore Luigi Coccia e foto finale di gruppo sul palco

 

di Andrea Ferretti

 

Va in archivio la diciannovesima edizione del “Festival della canzone ascolana”.  In un Teatro Ventidio Basso gremito come da tradizione, la serata si è sviluppata nell’arco di tre ore tra l’ascolto delle dieci canzoni finaliste in gara, ospiti, saluti, ringraziamenti e l’appuntamento finale per il Ventennale del 2025. Deus ex machina della kermesse l’immarcescibile Gabriele Brandozzi nella doppia veste di organizzatore e conduttore del Festival ideato da Giovanni Travaglini, presente sul palco con la sua “Ascule miè bella” (ovviamente fuori concorso), il brano scritto da Mimmo Cagnucci che nel tempo è diventato una sorta di inno cittadino, ormai sigla di questo appuntamento canoro. Applaudita parentesi sportiva in apertura. Premiato sul palco Francesco Ceci, fresco campione del mondo di Ciclismo Paralimpico, in attesa del pass per le Paralimpiadi di Parigi di questa estate, ben 35 volte campione italiano della pista.

 

Vincitore dell’edizione 2024 è Luigi Coccia, molto conosciuto per le sue performance all’organetto e, ultimamente, anche per essere stato definito il sosia di Alessandro Borghese, lo showman televisivo dei ristoranti. Orecchiabile e trascinante la sua “Te vogghie fa ‘nnamerà”: musica sua e testo di Carlo Spurio che si è portato a casa il “Premio Bruno Ferretti”, consegnato da Marco, figlio del compianto giornalista. Coccia aveva vinto anche nel 2019, ma quella volta ex aequo con Serafino Formica. Stavolta i quindici giurati (esperti di musica e giornalisti, presidente Francesco Cianciarelli) lo hanno premiato piazzandolo davanti a “I ragazzi della cantina”, gruppo numeroso che ha abbinato un mini spettacolo alle note di “Come tira sta cantina”. Al terzo posto il tenore Roberto Cruciani che, su musica di Marco Cinaglia, con la sua voce ha valorizzato al massimo il testo di “Ascule miè domilaciente” dell’onnipresente Enzo Titta che ha messo le mani su quattro dei dieci brani finalisti, compreso quello cantato da lui.

 

Il “Premio Ivan Graziani” è andato invece allo showman Angelo Carestia, uno degli ospiti, autentico mattatore della serata, che con il grande Ivan Graziani ha in comune le origini teramane e un consolidato legame con Ascoli. La serata è ben riuscita grazie anche al supporto tecnico di Stefano Tisi e il suo team. Ma il sipario non poteva non aprirsi con i saluti istituzionali. Puntuali quelli arrivati dalla coppia Marco Fioravanti-Guido Castelli, sindaco e senatore-commissario alla Ricostruzione, che sul palco del Ventidio hanno concluso una lunga giornata fitta di appuntamenti, discorsi e selfie. Non è mancato il videomessaggio dell’onorevole Giorgia Latini.

 

Oltre a quelle di Angelo Carestia, molto apprezzate anche le performance degli altri ospiti che sono stati presentati da Ilaria Buccheri e dal rapper ascolano Flavius che con una canzone si è ritagliato anche uno spazio da “ospite”. Insieme a dieci donne (una per ogni finalista) scelte per dare un messaggio contro il triste fenomeno del femminicidio, sono stati Ilaria e Flavius i due partner di serata di Brandozzi.

 

Applausi dunque per Valentina Manni, I Piceni Pizzicati, Magda White e i giovani artisti ascolani Giorgia De Santis (in arte Desagio), Marta Giannelli e Lorenzo Zucchetti i quali hanno cantato così come lo stesso Flavius.

 

Questi le altre sette canzoni finaliste: Lu Gnorri (Bruno Sirocchi), L’uogghie de liva (Giuseppe Scarpellini), L’Asculà tutte quande po’ ballà (Chiara Lanciotti), Mambo ascolano (Edy Mercuri), Lu Mare (Opera Acustica- Barbara De Angelis/Maurizio Travaglini), St’amore Asculà (Enzo Titta), A Compagnia (Giuseppe Celani).

 


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