Aggressione a Porta Maggiore, la voce del quartiere: «Servono più controlli»

ASCOLI - Dopo il recente episodio di violenza, i residenti tornano a chiedere a gran voce una maggiore presenza delle forze dell’ordine, in particolare nelle ore notturne e nei fine settimana. Bocche cucite invece tra commercianti ed esercenti
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di Elena Minucci

 

Dopo il recente episodio di violenza avvenuto nel quartiere di Porta Maggiore, i residenti tornano a chiedere a gran voce una maggiore presenza delle forze dell’ordine, in particolare nelle ore notturne, nei fine settimana e nelle aree adiacenti ai locali notturni.

La rotatoria di viale Indipendenza

 

La lite scoppiata nella notte del 10 gennaio nei pressi della stazione ferroviaria, che ha coinvolto un cinquantenne ascolano e un cittadino tunisino, ed una seconda aggressione il pomeriggio successivo, da parte di un gruppo di italiani ai danni un giovane tunisino, del tutto estraneo ai fatti precedenti, ha scosso una zona residenziale solitamente tranquilla e frequentata da famiglie, riaccendendo il dibattito sul tema della sicurezza urbana (leggi l’articolo).

 

«L’episodio non riguarda solo Porta Maggiore, ma anche il centro cittadino – afferma uno dei residenti della zona -. Esiste evidentemente una frangia di persone “scalmanate” a cui andrebbe data una regolata. Si tratta di soggetti già noti che disturbano spesso anche nella zona del Castellano e che ignorano le regole della quiete pubblica. Il problema è che non si può dire nulla per il timore di reazioni violente. Servirebbero sicuramente più controlli: data la vicinanza della caserma, la notte e nei fine settimana qualche pattuglia in più potrebbe vigilare con maggiore frequenza».

 

Dello stesso avviso è un altro cittadino, che sottolinea come «nelle ore serali capiti spesso di vedere persone stazionare a lungo in strada facendo rumore. Un controllo più costante sarebbe fondamentale per mantenere l’ordine e la tranquillità del quartiere».

 

Più cauta, ma comunque favorevole a un rafforzamento della vigilanza, è una donna: «Personalmente sono tranquilla, anche perché le prime ricostruzioni sull’uomo coinvolto si sono rivelate infondate: dalle verifiche è emerso che nessuno stava importunando nessuno. Credo però sia fondamentale che tutti rispettino le stesse regole: il senso civico deve valere per lo straniero quanto per l’italiano. Una maggiore attenzione delle forze dell’ordine, soprattutto nei bar e nei locali aperti fino a tardi, aiuterebbe a evitare che situazioni simili degenerino».

 

Se i residenti hanno deciso di esporsi pubblicamente, diversa è stata la reazione dei commercianti e degli esercenti della zona. Bocche cucite da parte loro: nessuna dichiarazione ufficiale, nessun commento sull’accaduto. Un fatto anch’esso, per certi versi, molto esplicativo.


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