Bottiglie di vetro, allarme sicurezza: possibile nuovo giro di vite

SAN BENEDETTO - Episodi di risse e ferimenti riaccendono l’attenzione sul vetro venduto per l’asporto. Possibili nuove restrizioni per tutelare sicurezza e ordine pubblico
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di Marco Braccetti

 

«Le bottiglie di vetro sono un problema». È una situazione balzata agli occhi degli operatori di pubblica sicurezza che, lo scorso weekend, hanno passato al setaccio il centro di San Benedetto. Le bottiglie di vetro vendute per l’asporto possono facilmente diventare armi improprie o cause di incidenti. Frammenti lasciati a terra, lanci durante liti o momenti di tensione, ferimenti accidentali: situazioni che si ripetono con una frequenza tale da rendere necessaria una prevenzione mirata.

 

Non si tratta solo di episodi isolati. Le cronache locali raccontano di interventi per risse, danneggiamenti e ferimenti in cui il vetro è spesso presente. Solo pochi giorni fa l’ultima zuffa a bottigliate in zona stazione. Come arginare questa situazione? Non è escluso che possa essere impresso un nuovo giro di vite sulla vendita del vetro e di altri contenitori potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità.

 

Su questo fronte, l’ultimo provvedimento emanato dal Comune risale alle festività natalizie, con un’ordinanza della commissaria prefettizia Rita Stentella, pensata – tra le varie cose – proprio per contenere il proliferare di bottiglie e contenitori vari in giro per il cuore della città.

 

Controlli interforze lungo il viale della stazione sambenedettese

Arriverà un provvedimento più drastico e strutturale? Non è da escludere, anche se – affinché sia realmente efficace – il giro di vite andrebbe concordato anche con i Comuni limitrofi. C’è infatti chi potrebbe far scorta di bottiglie in zona Ascolani (territorio di Grottammare, di fatto fuso con l’estremo settentrione sambenedettese) per poi fare bisboccia nel cuore della Riviera delle Palme.

 

Dal punto di vista dell’ordine pubblico, la presenza di bottiglie in vetro complica  il lavoro delle forze dell’ordine. In situazioni di tensione, la possibilità che un oggetto di uso comune venga trasformato in mezzo offensivo aumenta il livello di rischio per tutti: operatori, passanti e gli stessi protagonisti degli episodi.

 

La limitazione dell’asporto in vetro, dunque, si inserisce in una strategia più ampia di prevenzione e gestione della sicurezza urbana. Una scelta che guarda ai dati, all’esperienza sul campo e alla necessità di intervenire prima che i problemi esplodano. Perché la sicurezza, soprattutto negli spazi pubblici, passa anche da decisioni pratiche e apparentemente semplici, ma capaci di fare la differenza.


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