Alla Sigep 2026, fiera internazionale di Rimini per i settori del gelato artigianale, pasticceria, panificazione, cioccolato e caffè, nelle giornate di domenica 18 e lunedì 19 gennaio, quattro grandi professionisti marchigiani – piceni – si sono alternati in masterclass di altissimo livello, ospiti dell’Associazione Italiana Gelatieri (Aig), portando in scena una visione evoluta e colta del dialogo tra gelateria, cucina e pasticceria. Un racconto fatto a più voci, ma con un unico filo conduttore: il territorio marchigiano, interpretato con rispetto, creatività e una consapevolezza tecnica che guarda al futuro senza mai tradire l’identità.

I protagonisti marchigiani alla Sigep 2026
DOMENICA – “Alchimie del Piceno” è stato il titolo dell’incontro che ha aperto il ciclo di masterclass, unendo mare, entroterra e artigianalità estrema. Da un lato Ennio Cannella, mastro gelatiere della gelateria “Voglia” Di di San Benedetto del Tronto, dall’altro Enrico Ficcadenti, chef del ristorante resort “Colleserrano” di Ripatransone.
Insieme, i due hanno presentato un piatto che è diventato manifesto: “Alchimie del Piceno”. Un titolo che non è solo evocazione, ma dichiarazione d’intenti. Nel piatto convivono e dialogano alcuni simboli assoluti del territorio: i maccheroncini di Campofilone IGP, l’alice salata del Mare Adriatico e un sorprendente gelato alle mele rosa dei Sibillini, presidio Slow Food, capace di portare freschezza, acidità e memoria.
Qui il gelato non è elemento decorativo, ma parte strutturale della narrazione gastronomica. Cannella e Ficcadenti costruiscono un equilibrio sottile, dove temperature, consistenze e sapidità si rincorrono, dimostrando come la gelateria artigianale possa diventare linguaggio gastronomico maturo, capace di stare a pieno titolo in un piatto salato d’autore.
LUNEDÌ – La parola d’ordine, stavolta, è stata “Fior di Cacao”. Il racconto qui si è spostato su un piano ancora più sperimentale, senza ovviamente perdere il legame con il territorio. Protagonisti Fabio Bracciotti, mastro gelatiere della Gelateria “Crème Glacée” di San Benedetto del Tronto, e Noemi Ciabattoni, pastry chef del ristorante “Tetsu” di Ascoli Piceno.
Anche in questo caso la base di partenza sono stati i prodotti locali, ma il cuore della masterclass ha colpito per intuizione e livello tecnico: dal nome del piatto “Fior di Cacao”, dove la lavorazione della buccia della fava di cacao, solitamente considerata uno scarto, trasformata attraverso un processo di estrazione in un liquido bianco, trasparente, sorprendentemente intenso al gusto di cacao.
Un gesto che racconta molto più di una tecnica: racconta una visione contemporanea della pasticceria e della gelateria, dove nulla si spreca, tutto si trasforma e la materia prima viene esplorata fino alle sue possibilità più nascoste. Bracciotti e Ciabattoni hanno mostrato come l’innovazione non sia mai fine a se stessa, ma diventi strumento per aggiungere senso, profondità e sostenibilità al gesto artigiano.
«Queste due giornate al Sigep – spiega Confesercenti Marche – non sono state semplici dimostrazioni tecniche, ma un esempio concreto di fare sistema, di come professionisti diversi possano dialogare e crescere insieme sotto il segno della qualità. Un ringraziamento sentito va alla Regione Marche, a Confesercenti Lazio e all’Associazione Italiana Gelatieri (Aig), nella figura di Claudio Pica, segretario dell’associazione e presidente vicario Fiepet Confesercenti Nazionale, per aver creduto in un progetto che valorizza le competenze, il territorio e una nuova idea di artigianalità italiana. Dal Piceno al palcoscenico internazionale del Sigep, le Marche dimostrano che l’innovazione più autentica nasce quando la tradizione non viene imitata, ma compresa a fondo e reinterpretata con intelligenza».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati