
Umberto Pasquali
di Giuseppe Di Marco
Come organizzarsi per le elezioni amministrative sambenedettesi del 2026? Una domanda che tanti gruppi, movimenti e partiti politici si chiedono da tempo, e che naturalmente investe anche chi ha fatto parte dell’ultima Amministrazione o maggioranza. Tra questi figura anche Umberto Pasquali
Per quanto riguarda la messa a punto di un gruppo in grado di competere alle future elezioni, la discussione non è ancora chiara. Non mancano, però, alcuni paletti: «Quale che sia la coalizione – dice l’ex consigliere – il nostro punto fermo è Antonio Spazzafumo. Al Centro civico popolare non chiudo le porte, ma qualora dovessimo trovarci nella stessa coalizione, non penso che dovrebbero essere loro ad esprimere il candidato sindaco».
«Prima di tutto viene la città, poi si può parlare di politica – prosegue – Il fatto è che se non si rivolvono determinate questioni, i cittadini continueranno a disinteressarsi della politica, che invece deve portare San Benedetto verso un miglioramento concreto. Viviamo in un periodo nel quale – continua il socialista – la sicurezza della città viene messa a dura prova. E’ per questo che, tra le priorità, ci sono senz’altro regole più nette per quanto riguarda, ad esempio, gli orari dei locali».
Il riferimento va agli ultimi episodi di violenza e vandalismo verificatisi in Riviera, nonché la “questione Ponterotto”, quartiere nel quale la tensione è altissima. Ma non c’è solo la sicurezza nell’agenda di Pasquali. L’ex consigliere di maggioranza nota come, demograficamente, la città stia invecchiando: «Pertanto dobbiamo concentrarci sul target turistico da mantenere che è, tipicamente, quello familiare. La cosa importante è sviluppare una città che abbia strutture per il tipo di turisti che vengono a farci visita».
Sulla sanità: «Nel nostro territorio deve esserci un ospedale di primo livello su due plessi, con ciascun presidio che si specializza in uno specifico ramo, cioè l’emergenza o il programmato. E’ anche chiaro che alcuni reparti e servizi debbano essere presenti in entrambi i plessi, come il punto nascite. Ma devono essere i tecnici a disegnare la migliore scelta possibile, non i politici».
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