Il dato più forte riguarda il bullismo: il 42,5% degli studenti coinvolti nell’ultima rilevazione dell’Ambito territoriale sociale 21 dichiara di averne avuto esperienza almeno una volta. Su 400 ragazzi, il 5,25% afferma di subirlo costantemente, mentre il 37,25% parla di episodi occasionali. Una percentuale significativa che incide sul rendimento scolastico e sul benessere emotivo.
La fotografia emerge dal “questionario sugli stili di vita” promosso dall’Unità di strada e analizzato nel corso del Comitato dei sindaci dell’Ambito sociale 21. L’indagine, rivolta alla fascia 14-19 anni, mette in luce un quadro articolato del disagio giovanile nel territorio.
L’Ambito Territoriale Sociale 21 (Ats 21) è un organismo istituito dalla Regione Marche per coordinare i servizi sociali e socio-assistenziali sul territorio, promuovendo interventi condivisi tra i Comuni aderenti e garantendo una rete di supporto ai cittadini su welfare, inclusione e politiche giovanili. L’ente è coordinato dal Comune di San Benedetto del Tronto, che ne è il capofila, e raccoglie dodici Comuni della provincia di Ascoli Piceno: San Benedetto del Tronto, Acquaviva Picena, Carassai, Cossignano, Cupra Marittima, Grottammare, Massignano, Monsampolo del Tronto, Montalto delle Marche, Montefiore dell’Aso, Monteprandone e Ripatransone.
Tornando nel vivo del report: sul versante del consumo di alcol, una quota rilevante di studenti dichiara di aver bevuto almeno una volta, con un picco tra i 16 e i 18 anni. Le restrizioni del codice della strada avrebbero contribuito a una lieve flessione, ma l’alcol continua a essere percepito come socialmente accettato. Le motivazioni richiamano soprattutto il bisogno di evasione. La frequenza varia da sporadica a settimanale, con alcuni casi di consumo eccessivo registrati nell’ultimo anno.
Meno diffuso, ma comunque presente, l’uso di sostanze stupefacenti. La cannabis risulta la più utilizzata, con un primo approccio tra i 14 e i 16 anni; più limitati i casi di cocaina e psicofarmaci. Le cause indicate fanno riferimento alla pressione del gruppo, alla curiosità e alla fuga da situazioni problematiche.
Un altro fronte riguarda la sfera sessuale: tra il 60 e il 70% degli studenti dichiara di aver avuto rapporti, con un’età media del primo rapporto compresa tra i 14 e i 16 anni. L’uso delle precauzioni è inferiore rispetto alle medie nazionali ed europee. Una parte consistente non ha risposto alla domanda sui metodi contraccettivi, elemento che può indicare reticenza o carenze informative.
Quasi totale l’utilizzo dei social media. Instagram, TikTok e Facebook sono le piattaforme più frequentate. Molti ragazzi trascorrono diverse ore al giorno online e alcuni ammettono di trascurare lo studio. Non mancano episodi di immagini inappropriate, creazione di profili falsi e offese in rete. Accanto ai rischi di dipendenza digitale, cyberbullismo e riduzione della concentrazione, viene riconosciuto anche il valore dei social come spazio di relazione e accesso alle informazioni.
Particolare attenzione è stata dedicata all’uso dell’intelligenza artificiale. Dal questionario specifico emerge che diversi giovani la utilizzano per individuare modalità ritenute adeguate per affrontare con i genitori temi delicati. In alcuni casi l’IA viene percepita come spazio privo di giudizio, capace di offrire consigli e monitorare l’umore, arrivando a svolgere una funzione assimilata a quella di uno psicologo, pur senza possederne le competenze cliniche.
Nel quadro rientra anche il gioco d’azzardo, che coinvolge tra il 10 e il 15% degli studenti, con un primo approccio tra i 14 e i 16 anni. La maggior parte pratica attività sportiva e riferisce un dialogo positivo con la famiglia, sebbene permangano difficoltà su temi sensibili. Gli studenti con background migratorio manifestano un forte senso di identità culturale, pur segnalando in alcuni casi esperienze di discriminazione.
Sul piano delle risorse, l’Ats 21 non è risultato assegnatario dei bandi ministeriali “DesTEENazione” e “ComeTe”, finanziati con fondi Pon Inclusione. Inoltre, un vincolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze impone agli Ambiti una compartecipazione del 20% per accedere alla programmazione dipartimentale, condizione che limita ulteriormente le possibilità operative. Attualmente l’Unità di strada rappresenta l’unico servizio strutturato dedicato ai giovani.
Tra le azioni previste figurano tavoli di coprogettazione con scuole, parrocchie, consultori e associazioni, oltre alla valorizzazione delle esperienze già attive nei singoli Comuni. L’intenzione è promuovere ulteriori questionari, anche in forma anonima, e intercettare finanziamenti, anche di piccola entità, per attivare progettualità mirate e offrire ai giovani spazi di ascolto e partecipazione.
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