Pneumatici accatastati, marmitte esauste, neon dismessi e materiali riconducibili a vecchie attività di gommista e officina meccanica. È quanto emerso da un sopralluogo dell’Arpam in alcune unità immobiliari di un condominio a San Benedetto, che ha portato all’emissione di un’ordinanza contingibile e urgente firmata dalla commissario straordinaria Rita Stentella, nell’esercizio dei poteri del sindaco.
Il provvedimento dispone la rimozione dei rifiuti e il ripristino delle condizioni di sicurezza, igiene e salubrità entro 30 giorni dalla notifica. Dalla relazione del Servizio territoriale Arpam di Ascoli Piceno è emerso che nei locali al piano terra – dove fino all’ottobre 2024 risultava attiva un’attività di gommista e soccorso stradale – erano presenti numerosi pneumatici fuori uso, stoccati in cumuli o sparsi a terra, riconducibili a rifiuti derivanti da attività cessata.
Situazioni analoghe sono state riscontrate anche al secondo piano dello stabile, ancora allo stato grezzo, dove sono stati rinvenuti ulteriori pneumatici, oltre a neon smontati classificati come rifiuti pericolosi e altri materiali in evidente stato di usura.
Al terzo piano, invece, sono stati individuati minuterie e parti metalliche tipiche di un’officina meccanica, numerose marmitte in stato di degrado – ricondotte per principio di precauzione a rifiuti pericolosi – e due bombole di Gpl vuote. Anche questi materiali sarebbero collegati a un’attività cessata da circa 18 anni.
Le irregolarità rilevate configurano la violazione dell’articolo 185-bis del decreto legislativo 152/2006 per deposito incontrollato di rifiuti, con sanzioni previste dall’articolo 256, sia per rifiuti pericolosi che non pericolosi. Delle violazioni dovrà essere data comunicazione all’autorità giudiziaria competente.
Con l’ordinanza, i titolari delle attività coinvolte sono obbligati a provvedere, entro trenta giorni, alla rimozione e allo smaltimento dei materiali secondo la normativa vigente, ripristinando le condizioni igienico-sanitarie dei locali per prevenire potenziali rischi alla pubblica e privata incolumità.
Il provvedimento è stato trasmesso, tra gli altri, al Dipartimento di prevenzione dell’Ast di Ascoli, alla polizia locale, alla Prefettura e alla Procura della Repubblica. Contro l’ordinanza è ammesso ricorso al Tar Marche entro 60 giorni o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
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