I rincari dei carburanti tornano a farsi sentire anche nel Piceno. L’aumento dei prezzi di benzina e diesel, legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, rischia infatti di incidere in modo significativo anche sui distributori della provincia e sulle tasche degli automobilisti del sud delle Marche.
Secondo le ultime rilevazioni nazionali basate sui dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 1,749 euro al litro, mentre il diesel self è salito fino a 1,875 euro al litro. Prezzi ancora più alti se si sceglie il rifornimento servito: la benzina si attesta intorno a 1,883 euro al litro e il diesel ha ormai superato la soglia dei 2 euro, arrivando in media a 2,004 euro al litro.
Una dinamica che si riflette inevitabilmente anche nei distributori del territorio piceno, dove gli automobilisti stanno già iniziando a fare i conti con listini in crescita.
A contribuire agli aumenti sono anche i ritocchi applicati dalle principali compagnie petrolifere. Eni ha aggiornato i prezzi raccomandati con un incremento di 2 centesimi sulla benzina e di 5 centesimi sul diesel. Ritocchi simili sono stati adottati anche da altri operatori: IP ha aumentato entrambi i carburanti di 5 centesimi, Tamoil di 2 centesimi sulla benzina e 4 sul diesel, mentre Q8 ha ritoccato i listini di 3 centesimi per la benzina e 5 per il diesel.
Il timore, però, è che l’aumento del costo dei carburanti possa avere conseguenze anche su altri settori dell’economia. I rincari del carburante incidono infatti direttamente sui costi di trasporto e logistica, con il rischio di un effetto a catena sui prezzi al consumo.
Secondo alcune stime economiche, un incremento dei carburanti compreso tra il 2% e il 3% potrebbe determinare nel breve periodo un aumento dei prezzi dei beni alimentari tra lo 0,5% e l’1,5%. I primi prodotti a risentirne potrebbero essere ortofrutta fresca, latticini, carne e altri alimenti legati alla filiera agricola e alla distribuzione su gomma.
Se la situazione internazionale dovesse rimanere instabile, l’impatto potrebbe tradursi anche in una spesa alimentare più alta per le famiglie. Le previsioni indicano infatti un possibile aumento compreso tra 20 e 40 euro al mese per nucleo familiare medio entro la fine di marzo.
Un quadro che preoccupa anche i consumatori del Piceno, dove il costo della vita continua a crescere e dove i rincari dei carburanti rischiano di pesare non solo sugli spostamenti quotidiani, ma anche sul carrello della spesa.
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