
Giorgio Fede, Nicola Mozzoni, Sandro Donati
Una lunga notte e infine l’Unione. Il Pd ha tentato, nel corso appunto dell’incontro dell’Unione Comunale di giovedì sera, di mettere da parte i dissapori recenti e lontani e di avviare la prossima campagna elettorale in maniera unitaria. Prova ne è stata la nomina di Margherita Sorge e Alessandro Marini, esponenti della minoranza, nell’esecutivo del segretario comunale Marco Giobbi. Discussione che si è protratta fino a tarda notte, e che ha come suo snodo l’ampliamento dell’attuale “Coalizione dei Sette” ad altre forze cittadine, sia di sinistra che di centro.
Ma resta il tema del candidato sindaco. La maggioranza in queste settimane ha respinto la richiesta delle primarie, in virtù dell’esperienza non proprio fortunata del 2016, mentre queste sono state chieste dalla minoranza oltre che da Canducci di Avs. Non da Giorgio Fede del M5S che infatti, in questo scenario, potrebbe essere il catalizzatore: il Pd (attraverso la sua maggioranza) lo indicherebbe in virtù della rappresentanza istituzionale (dal 2018 è in Parlamento). Questa sera, venerdì, il confronto con gli altri partiti, ma il tempo ormai stringe ed entro la prossima settimana bisognerà arrivare a una sintesi. Anche se i malumori circolati nella minoranza Pd (e non solo?) alle prime indiscrezioni di una convergenza su Fede lasciano aperto l’esito finale.
C’è molto interesse invece per la conferenza stampa con la quale Nicola Mozzoni, presidente dell’Assoalbergatori, annuncerà sabato mattina la sua disponibilità a candidarsi. Stante la situazione del centrosinistra, Mozzoni, che intende avviare una esperienza civica, guarda giocoforza a destra (e su questo esclude l’apporto dell’ex sindaco Spazzafumo e del notaio Maria Elisa D’Andrea, in rottura col centrodestra). Dalle sue parole si capirà che tipo di evoluzione potrebbe esserci: andrà avanti comunque o solo in caso di appoggio dei partiti?
Partiti del centrodestra innanzitutto, che però sono in attesa di una risposta del presidente della Banca del Piceno Sandro Donati. Il quale, anche lui, sa che i tempi ormai stringono e la settimana prossima bisognerà decidere. Lo scoglio non è semplice, l’incarico alla Banca del Piceno è prestigioso e il salto in campagna elettorale prima e poi in Comune in caso di affermazione non è certo la cosa più semplice da decidere.
Ma ormai manca poco. Per tutti.
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