Piergallini (Pd) sulla diffusione della cocciniglia: «Regione in ritardo: a rischio pinete costiere, aree verdi, filari stradali e boschi»

IL VICEPRESIDENTE dell’Assemblea legislativa delle Marche lancia l'allarme: «Il parassita ha già causato gravi danni anche in Lazio, Toscana e Campania. I ritardi che si stanno accumulando nel riconoscimento dei primi focolai potrebbero rendere molto difficile e più dispendioso il contenimento dell’infestazione»
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«Ho l’impressione che la giunta Acquaroli stia sottovalutando le sempre più numerose segnalazioni a proposito della diffusione su tutto il territorio regionale della cocciniglia, il parassita che ha già causato gravi danni alle pinete del Lazio, della Toscana, della Campania e di altre regioni costiere italiane. Purtroppo i ritardi che si stanno accumulando nel riconoscimento dei primi focolai potrebbero rendere molto difficile e sicuramente più dispendioso il contenimento dell’infestazione. E’ dunque necessario agire subito, per evitare che, anche nelle Marche, l’infestazione intacchi pinete costiere, aree verdi urbane, filari stradali e boschi collinari, con ricadute negative su ecosistemi naturali, stabilità del suolo, aree turistiche e decoro urbano».

Enrico Piergallini

 

A dirlo è il vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Enrico Piergallini.

 

«Occorre – afferma il vicepresidente – che la Regione predisponga urgentemente misure straordinarie, anche finanziarie, per sostenere i Comuni e i proprietari privati nelle attività di prevenzione, monitoraggio e trattamenti fitosanitari, nella eventuale rimozione e nelle misure di compensazione, al fine di evitare che la situazione assuma un carattere emergenziale».

 

«A tal fine – ribadisce Piergallini – ho formalizzato in un apposito atto ispettivo una serie di proposte che auspico possano trovare accoglimento da parte della giunta regionale. I primi passi da compiere dovrebbero riguardare l’immediato avvio di una capillare attività di monitoraggio del fenomeno attraverso il Servizio fitosanitario regionale e l’altrettanto rapida trasmissione di linee guida operative ai Comuni, ai gestori del verde pubblico, ai tecnici agronomi e ai privati cittadini riguardo al riconoscimento precoce dei sintomi, ai periodi e alle modalità di intervento, alle pratiche sicure di smaltimento del materiale infestato o potenzialmente a rischio».

 

«Sarebbe poi necessario procedere all’istituzione di un coordinamento strutturato tra Regione, Carabinieri Forestali, associazioni vivaistiche, Università ed enti scientifici per assicurare una sorveglianza omogenea e un rapido scambio di informazioni – conclude -. Infine, ritengo fondamentale aggiornare quanto prima le Misure fitosanitarie di emergenza ai fini del contrasto della cocciniglia con l’adozione di misure fitosanitarie per la sua eradicazione».


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