
Tifosi Samb (ph. giorgi)
di Pier Paolo Flammini
La ferita della sconfitta all’ultimo minuto al derby, la pessima posizione in classifica, zero gol nelle tre partite da lui diretta. Per Roberto Boscaglia l’avventura a San Benedetto vive un momento fondamentale: domenica a Guidonia (inizio 17,30) si incontra una squadra in difficoltà (addirittura peggio della Samb) ed è obbligatorio cambiare la direzione. L’obiettivo è la salvezza diretta, difficile, o comunque la miglior posizione ai play out, senza dimenticare che la quart’ultima in classifica, se riuscisse ad avere più di 8 punti sull’ultima (Pontedera) non disputerebbe gli spareggi.
Intanto a Guidonia c’è la sorpresa che nessuno si aspetterebbe in un momento così turbolento: tutti venduti i 584 biglietti messi a disposizione dei tifosi rossoblù. Una dimostrazione di amore inattesa in queste proporzioni.
«Dobbiamo giocare con coraggio, rischiando anche qualcosa – dice Boscaglia – Cambieremo qualcosa per le tre partite in una settimana, ma non troppo. Non è il momento degli esperimenti, quelli si fanno durante la preparazione». L’impressione è che sarà ancora 4-2-3-1, con Stoppa trequartista, Parigini a sinistra, il ritorno di Konate a destra, Maspero (o Alfieri) con Candellori in mediana. Dietro, Pezzola al posto dello squalificato Dalmazzi. In attacco ballottaggio Eusepi-Semprini.
Sull’arrivo dell’esterno d’attacco Gabriele Gigante dal Gela (città natale di Boscaglia, in Serie D), l’allenatore spiega: «Forse non tutti si sono accorti che stiamo facendo un mini-mercato quando il calciomercato è chiuso. Non prendiamo svincolati perché non giocano da 7 mesi, e per la Serie D non abbiamo il tempo di verificare e quindi ci affidiamo a giocatori che conosciamo già, come Maspero e Semprini. Ovviamente ho massima fiducia sulle indicazioni del direttore sportivo Mussi. Gigante l’ho visto e credo che, nonostante sia un 2004, ha caratteristiche diverse dagli altri giocatori in rosa e può darci una mano».
Inevitabile tornare al derby: «Abbiamo disputato una buona partita, con tante ripartenze nel primo tempo. Nella ripresa loro sono cresciuti ma non siamo mai andati in sofferenza, neanche in 10. Purtroppo in inferiorità numerica non ho potuto inserire Konate, che stava per entrare e ci avrebbe dato una grande mano: ho dovuto preferire Zoboletti perché mi serviva un giocatore più difensivo. Dalmazzi sa di aver commesso un errore, è abbattuto. Però su una cosa non transigo: si può sbagliare, lui ci ha lasciato in 10 e non ci sarà domenica, ma a nessuno è consentito mettere in dubbio la correttezza di Dalmazzi».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati