Centrodestra, Donati addio, nel centrosinistra c’è Fede (chissà se speranza di un Pd unito)

SAN BENEDETTO - Ore caldissime su tutti i fronti politici, con la Lega che manifesta pollice verso rispetto alla candidatura del presidente della Banca del Piceno. Dall'altra tutti convergono verso il parlamentare del M5S ma resta da convincere la minoranza Pd che vuole Urbinati. La settimana sarà decisiva anche per il notaio Maria Elisa D'Andrea
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Sandro Donati

Non punto e a capo, ma quasi. La convergenza del centrodestra sul nome di Sandro Donati, presidente della Banca del Piceno e in passato assessore comunale a San Benedetto nella seconda giunta Perazzoli e assessore regionale nella giunta Spacca, non si è avverato. Nell’incontro di giovedì sera infatti, sul nome di Donati, sono emersi contrasti in particolar modo da parte della Lega, che nei mesi scorsi ha avanzato come candidati sindaco i propri esponenti Lorenzo Marinangeli e Pasqualino Piunti.

 

A fronte delle resistenze Donati non vorrebbe forzare: la guida della Banca del Piceno è incarico importante ed essere un candidato azzoppato in partenza un rischio troppo grande. A spiegare i motivi della presa di posizione di Donati è l’ex consigliere comunale della Lega Lorenzo Marinangeli: «Nulla contro la persona; non lo conosco personalmente e credo che sia capace e professionale. Ma il sindaco di San Benedetto deve essere sambenedettese non nel senso geografico, ma come espressione politica della città. Non può essere scelto altrove. Non è campanilismo, la mia esperienza politica esige che siano i sambenedettesi a scegliere il proprio sindaco senza ingerenze esterne. Ora sceglieremo un altro nome, potrebbe anche essere un civico come Nicola Mozzoni anche se qualcuno può dire che non ha esperienza amministrativa e rischia di fare gli errori di Spazzafumo, oppure un candidato espressione dei partiti».

 

I nomi del centrodestra restano quelli circolati fino a una settimana fa: Gianni Balloni, Gigi Cava e Giuseppe Formentini oltre al consigliere regionale Andrea Assenti per Fratelli d’Italia, lo stesso Marinangeli e l’ex sindaco Pasqualino Piunti per la Lega. Proprio Piunti è molto attivo in questo periodo: sta organizzando incontri periodici con gli esponenti delle liste a suo supporto (potrebbero essere tre).

 

Giorgio Fede

Se il centrodestra non ride, nel centrosinistra non si è allegri. Qui la convergenza sul tavolo della coalizione è pronta sul nome del deputato del M5S Giorgio Fede: anche il Pd è pronto ma la spaccatura interna ai democrat, seppur formalmente ricucita con l’ingresso nell’esecutivo del segretario di Margherita Sorge e Alessandro Marini, sta ritardando l’investitura. Si arriverà a un “caso Donati” anche a sinistra? La situazione è diversa ma i malumori della minoranza Pd e la richiesta della stessa di appoggiare Fabio Urbinati, oltre alla spaccatura perdurante del partito non solo a San Benedetto ma in tutta la provincia, col segretario provinciale Francesco Ameli insieme alla maggioranza sambenedettese mentre la minoranza è vicina al sempiterno ex deputato Luciano Agostini.

 

Maria Elisa D’Andrea

Mentre le due coalizioni hanno i loro problemi interni, e a poco più di due mesi dal voto e un mese dalla presentazione delle liste, al centro e tra i civici, dopo Luigi Anelli (Voce Nuova), Alessandro Bollettini (Azione), Nicola Mozzoni (Insieme per San Benedetto, con lui potrebbe esserci il presidente di Confindustria Simone Ferraioli e forse altri gruppi come alcuni ex amministratori della giunta Spazzafumo), dovrebbe uscire presto allo scoperto anche il notaio Maria Elisa D’Andrea, dirigente della Samb e della Fondazione Sambenedettese e moglie del presidente della Samb Vittorio Massi.

 

Viste le difficoltà delle due coalizioni non pochi al centro sperano di ripetere il colpaccio di Spazzafumo nel 2021: stavolta, almeno per ora, l’area però è più affollata. A meno che si arrivi a una sintesi proprio centrista, mentre a destra e a sinistra si rischia il collasso.

 

T.R.



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