Legge sulla montagna, l’attacco di Polini: «Fioravanti? Non poteva non sapere»

CASTIGNANO - Partono tre azioni: ricorso al Tar, sospensione da Anci e nuova verifica dell’altitudine media del territorio. Il sindaco bacchetta il collega ascolano, rappresentante dell'Associazione Nazionale dei Comuni: «Mentre Castignano e Appignano venivano tagliate fuori, Ascoli rientrava. Mi chiedo se anche lì ci sono gli stessi problemi di un piccolo centro per le classi scolastiche o per avere medici di base»
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di Emanuela Voltattorni 

 

Sono giorni caldi per Appignano del Tronto, Castignano e per diversi comuni marchigiani rimasti fuori dalla nuova normativa nazionale, che ridefinisce i criteri per l’accesso ai benefici destinati ai territori montani.

Fabio Polini

 

Proprio a Castignano la questione è stata al centro dell’ultimo Consiglio comunale aperto, dove amministratori e cittadini hanno discusso le conseguenze di una legge che, secondo quanto emerso, rischia di incidere pesantemente su servizi essenziali come scuola e sanità. Come prima iniziativa concreta c’è stata l’adesione al ricorso al Tar del Lazio insieme ad altri 29 sindaci delle Marche esclusi dalla normativa.

 

«L’azione legale è stata affidata all’avvocato Lucchetti del foro di Ancona», spiega il sindaco Fabio Polini.

 

Nel mirino, i criteri adottati dalla legge, giudicati penalizzanti per la dorsale appenninica. In particolare, la perdita dello status di comune montano comporterebbe la fine di deroghe fondamentali, come il numero minimo di alunni per classe e gli incentivi per i medici di base, già difficili da reperire nei piccoli centri.

Marco Fioravanti

 

«La sospensione dall’Anci – continua Polini – è stata una scelta necessaria alla luce della mancata comunicazione preventiva. Il presidente dell’Anci regionale Marco Fioravanti non poteva non sapere. Non poteva non sapere che mentre Castignano e Appignano uscivano dalla classificazione, Ascoli rientrava tra i comuni montani. Mi chiedo se Ascoli abbia bisogno di una deroga per le classi scolastiche come un piccolo centro, o abbia problemi ad avere in loco i medici di base».

 

La scelta di inserire Ascoli, di fatti, ha sollevato dubbi a Castignano sull’equità della norma, soprattutto considerando le difficoltà strutturali dei piccoli comuni rispetto al capoluogo.

 

Come terza iniziativa Polini ha anticipato che farà effettuare di nuovo la verifica dell’altitudine media del territorio. Castignano, infatti, risulta escluso per uno scarto minimo: 348,55 metri contro i 350 richiesti. «Dati – continua il sindaco – basati su rilevazioni datate. Per questo è stato affidato un incarico per effettuare una nuova misurazione con tecnologie aggiornate, nella speranza di rientrare nei parametri».

 

Intanto, si pensa a una mobilitazione nazionale. I sindaci stanno valutando ulteriori azioni, tra cui la richiesta di un incontro con il Governo. In caso contrario, non si esclude una manifestazione a Roma dei comuni esclusi.

 

La sensazione che emerge dalle parole di Polini è quella di una norma calata dall’alto, che a detta del sindaco andrebbe a favorire, a livello nazionale, le zone alpine del nord, dimenticandosi il tratto appenninico più bisognoso, che rischia di accentuare il divario tra territori già fragili e realtà più strutturate.


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