
Nicola Mozzoni e i suoi sostenitori
di Pier Paolo Flammini
Indubbiamente la carica con la quale parla Nicola Mozzoni, l’amore e la passione che traspare dalle sue parole per San Benedetto e per il compito di essere sindaco della città in caso di vittoria alle prossime elezioni è trascinante: classe 1985, imprenditore attivo nel turismo sambenedettese e presidente dell’Assoalbergatori, di famiglia conosciuta (il padre fu anche assessore al Turismo oltre che candidato sindaco con il centrosinistra nel 2001), di idee innovative è sicuramente un profilo di alta qualità (lo stesso va detto anche per il notaio Maria Elisa D’Andrea e per il parlamentare del M5S Giorgio Fede, sia chiaro). E nella presentazione ufficiale avvenuta all’Hotel Relax, la forza ulteriore di Mozzoni è parsa evidente, così come quella che in molti temono possa diventare la sua potenziale debolezza: la coalizione di sostegno è numerosa, hanno parlato ben 12 rappresentanti di liste e partiti (tutti uomini) compreso Mozzoni con la sua “Insieme per San Benedetto”.
«Non temo il problema della governabilità – ha spiegato a più riprese Mozzoni – L’ho capito in questi giorni, parlando con tutti, ho visto una stessa sensibilità per quel che serve alla città. Mi dicono che sono stato un bravo aggregatore riuscendo a coinvolgere tutti coloro che sono qui con me anche se in alcuni momenti una parte di questa coalizione poteva compiere altre scelte, ma io sapevo che sarei arrivato a questo momento in queste condizioni. Se non si fosse avverato sarei andato avanti da solo, difficilmente mi tiro indietro quando ho in testa un obiettivo. Ci sono tantissime cose da fare per questa città, alcune sono a portata come la Città Universitaria, il rilancio del Porto, la Smart City. Io so che inizieremo a lavorare a testa bassa fin dal primo giorno».
Oltre ovviamente Mozzoni (ci sarà la lista del sindaco “Insieme per San Benedetto”) hanno preso la parola Gianluca Pompei per Officina Sambenedettese, Centro Civico Popolare per Domenico Pellei, Voce Nuova con Luigi Anelli, Leo Bollettini con Base Popolare, Rinascita Sambenedettese con Paolo Piattoni, Azione con Alessandro Bollettini, Nuovo Partito Socialista Italiano con Lorenzo Rossi, Noi Moderati con Tablino Campanelli, Andrea Antonini consigliere regionale Lega, Francesco Capriotti con Forza Italia, Andrea Assenti consigliere regionale per Fratelli d’Italia.
Ma tra i tanti presenti si notano anche gli assenti. In Fratelli d’Italia, partito principe della coalizione dei centrodestra, non si vedono né il coordinatore comunale Luigi Cava né Giuseppe Formentini ma neppure Gianni Balloni, citato proprio da Andrea Assenti come potenziale candidato sindaco dei meloniani. Nella Lega in sala c’è l’ex consigliere comunale Lorenzo Marinangeli ma non si vede l’ex sindaco Pasqualino Piunti, il quale però é arrivato quando l’incontro è terminato ed era tempo del buffet: insomma, un po’ alla Nanni Moretti in Ecce Bombo, mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Casualità? Messaggi? Indigestione per le scelte dei vertici locali, provinciali e regionali? Se ne parlerà.
«Io sono un uomo del fare, non mi vedrete attaccare gli altri candidati – precisa – Siamo arrivati a una sintesi importante grazie alla capacità di aggregare che mi viene riconosciuta: senza i partiti dietro sarebbe stato complesso pensare di governare una città complessa come San Benedetto. La governabilità è importante ma prima dobbiamo fare, usufruendo della forza della politica regionale e nazionale governata dal centrodestra. Nessun cittadino resterà indietro, punteremo su turismo, commercio, viabilità e porto, restando attenti ai servizi sociali e ai più fragili. Faremo talmente tante cose che mi direte di rallentare: io non sono l’uomo solo al comando. Mio padre mi ha insegnato che se qualcuno sbaglia la colpa è tua, se fa bene i meriti sono suoi. Questo sarò io».
Dodici persone a parlare anche se poi alcune liste si aggregheranno ma se ne presenteranno almeno una decina: «Non ho dubbi sulla governabilità perché dietro di me c’è esperienza. Saremo subito pronti per fare il bene della città con progetti sulla Città Universitaria e l’area del Porto, la Smat City, mentre il Ballarin deve essere la nostra porta da nord. Il primo passo è la concretezza: serve sicurezza, una città pulita e funzionale nel trasporto pubblico per stare tranquilli con i figli. Sulla Caritas e il Ponterotto l’ascolto sarà l’elemento fondamentale. Non scendo a compromessi sulla mia credibilità e non mi sentirete attaccare gli altri».
Sul San Park nell’area Brancadoro parole concrete: «L’evento che sta organizzando Rapullino (Ricky Martins, ndr) sta dando a San Benedetto una visibilità incredibile, su Google Trends il nome di San Benedetto è al +30%, è un progetto che può dare tantissimo alla città».
Infine considerazioni politiche: «In queste settimane non ho mai interrotto il colloquio con il centrodestra. Non c’è stato invece alcun contatto con il centrosinistra, che è molto cambiato rispetto a quello con cui collaborava mio padre, non a caso la sua lista si chiamava Città Aperta: ho visto invece molta chiusura e questo non è un bene per la città. A me serve gente che se sto facendo una cavolata mi dica che sto sbagliando. Mi servono persone, dentro e fuori la coalizione, che mi aiutino a fare il meglio».
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