Mozzoni e il centrodestra e il rischio di coalizione XXL, Fede non si allarga a Primavera, D’Andrea in mezzo

SAN BENEDETTO - Si va delineando lo scenario delle candidature a sindaco: con l'albergatore un gruppo di amministratori del centrosinistra moderato delle giunte Spazzafumo e Gaspari e l'abbraccio al resto della coalizione che però manifesta malumori per la perdita di centralità da Forza Italia a FdI passando per la Lega. A sinistra non riesce il coinvolgimento di Partecipa! San Benedetto di Daniele Primavera
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Maria Elisa D’Andrea, Giorgio Fede, Nicola Mozzoni

Centrodestra verso l’abbraccio con Insieme per San Benedetto di Nicola Mozzoni e gli alleati centristi che si sono aggregati alla creatura del presidente dell’Assoalbergatori “Riviera delle Palme”. Questa è la strada più ipotizzabile ma i partiti del centrodestra palesano una certa difficoltà a consegnarsi non tanto a Mozzoni ma al gruppo che si sta formando attorno a lui. Malumori espressi a mezzo stampa o sui social, non più solo in Fratelli d’Italia (Cava e Formentini ad esempio) ma anche in Forza Italia col coordinatore provinciale Valerio Pignotti. Tace, e non è detto che sia un buon segno, la Lega con l’ex sindaco Pasqualino Piunti.  Soprattutto perché vista da destra la soluzione Mozzoni più che quella di un “papa straniero”, pensata per superare i conflitti tra i partiti del centrodestra – soluzione, per intenderci, vista in Sandro Donati, presidente della Banca del Piceno – rischia di essere vista come una resa dell’abituale centrodestra nazionale (Fdi, Forza Italia, Lega più partiti satellite) verso una vasta area di centro con radici anche nel centrosinistra in fase di aggregazione proprio intorno a Mozzoni. Con il traino del possibile sindaco in Mozzoni, il centrodestra potrebbe perdere la centralità fin qui considerata certa.

 

Con il titolare dell’Hotel Relax ci sono gli ex amministratori Spazzafumo di Ccp con l’ex assessore Domenico Pellei, San Benedetto Viva con l’ex vicesindaco Tonino Capriotti, l’ex vicesindaco e capogruppo del Pd Antimo Di Francesco. Oltre a Base Popolare con Leo Bollettini (comunque nell’alveo del moderatismo) e Noi Moderati con Tablino Campanelli (idem). Ne deriverà dunque non una indicazione di un uomo solo al comando, ma la consegna delle chiavi di guida dell’amplissima coalizione al centro. Sarà poi il voto a distribuire, in caso di vittoria, le cariche, ma ovviamente in un gruppo così vasto ogni partito dovrà accontentarsi di una frazione di potere mentre molti nel centrodestra speravano (e forse sperano ancora) di entrare in giunta e in Consiglio Comunale con numeri ben più consistenti.

 

Tuttavia la settimana scorsa all’incontro di Mozzoni con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, ad Ascoli, con la benedizione dei maggiorenti del centrodestra provinciale oltre che regionale, si era giunti all’accordo di massima. Capire come cucire l’ampio vestito sarebbe compito del candidato sindaco appena arriveranno le ufficializzazioni (mancano gli ultimi tasselli, dice qualcuno), sempre che non ci siano sorprese dell’ultima ora (ad esempio: Piunti nella Lega farà il portatore d’acqua?). Grande vestito grandi rammendi, come testimonia la presa di posizione di Valerio Pignotti, segretario provinciale di Forza Italia: «La candidatura a sindaco deve nascere da un percorso condiviso all’interno dei partiti del centrodestra, che negli anni hanno costruito consenso, classe dirigente e credibilità. Non può essere il frutto di operazioni estemporanee o di dinamiche personalistiche. Il centrodestra non si improvvisa e non si scavalca: si costruisce. Ad oggi, inoltre, non si registra alcuna attività politica strutturata da parte del candidato proposto: nessun confronto pubblico, nessuna visione chiara per la città, nessun coinvolgimento reale della comunità».

 

Se riuscirà nell’impresa di far sedere tutti nel tavolo diventata tavolata del centro-centrodestra, sarà Nicola Mozzoni il candidato dell’area con Giorgio Fede nel centrosinistra, Maria Elisa D’Andrea come civica (da valutare situazione di Luigi Anelli di Voce Nuova, difficile rientri nel centro-centrodestra mozzoniano).

 

La coperta, si dice nel calcio, è corta: se la si tira da una parte, non c’è dall’altra. E così mentre Nicola Mozzoni potrebbe affacciarsi alla contesa elettorale con un vestito XXL, Giorgio Fede del M5S si dovrà accontentare probabilmente di una taglia slim. Non è andato a buon fine il tentativo (tardivo?), di coinvolgere il movimento politico Partecipa! San Benedetto al cui interno c’erano figure attive nella scena politica del centrosinistra cittadino come Daniele Primavera, Lina Lazzari, Francesca Pulcini, Luciana Barlocci (almeno fino a poco fa). Chiuso il fronte a sinistra, al centro resterebbe ben poco per espandere la coalizione come chiesto dalla minoranza Pd (qualche associazione attiva negli ultimi tempi), la quale, oltre i sorrisi nelle foto, forse non sta macinando allegria. C’è curiosità inoltre nel conoscere chi siano invece i nomi che sosterranno la candidatura del notaio Maria Elisa D’Andrea.

 

«Partecipa! San Benedetto è un movimento politico che nasce con l’obiettivo di allargare ai cittadini la discussione sulle scelte amministrative della nostra città – si legge in una nota stampa – I partiti del centrosinistra hanno deciso, legittimamente, di percorrere una diversa strada, delegando le scelte a un ridotto numero di rappresentanti. Nonostante i solleciti di questi mesi, formali e informali, quel gruppo ha rifiutato un confronto aperto e posto veti che hanno coinvolto anche aderenti al movimento, e che l’assemblea non ha mai condiviso. Per queste ragioni, e non per l’esito in sé delle consultazioni, l’assemblea di Partecipa! ritiene che oggi non esistano le condizioni per partecipare organicamente a una coalizione politica tra quelle attualmente proposte alla città. Nei prossimi mesi il gruppo di Partecipa! San Benedetto sarà comunque promotore di ulteriori iniziative a beneficio della città, così come gli aderenti restano liberi di aderire alle proposte elettorali che riterranno più convincenti».


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