Processione del Cristo Morto tra le eccellenze del venerdì santo marchigiano

MONTEPRANDONE - L'Associazione Borghi più belli d’Italia nelle Marche l'ha individuata insieme ad altre quattro cinque storiche e processioni-rievocazioni: Montecassiano, Sassoferrato, Marcello sul Metauro e Grottammare. Appuntamento il 3 aprile con l'evento che si tiene dal lontano 1859
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La storica Processione del Cristo Morto della Parrocchia di San Nicolò di Bari di Monteprandone ha ottenuto un importante riconoscimento: l’Associazione Borghi più belli d’Italia nelle Marche, che ha individuato nel territorio regionale cinque storiche e suggestive processioni-rievocazioni da non perdere il venerdì santo.

 

Tra queste, insieme a Montecassiano, Sassoferrato, Marcello sul Metauro e Grottammare, vi è appunto la storica Processione del Cristo Morto della organizzata dalla Confraternita della Pietà e della Morte della medesima parrocchia.

 

Un riconoscimento culturale e turistico alla Processione del Cristo Morto di Monteprandone che dal lontano 1859 si ripete ogni anno, eccetto durante la nefasta epidemia da Covid.

 

Appuntamento dunque al 3 aprile. Il programma prevede alle 15 l’Adorazione della Croce presso la chiesa la chiesa Parrocchiale di San Nicolò, mentre alle 21 è previsto l’inizio della solenne Processione del Cristo Morto.

 

Sarà disponibile anche il servizio gratuito di bus navetta con partenza alle ore 20,30 dal piazzale davanti al supermercato Eurospin, a Centobuchi; dalle 20,40 in poi, invece, con partenza dal piazzale antistante il Santuario Santa Maria delle Grazie, a Monteprandone.

 

Fino al 2019 il corteo processionale con i suoi 300 protagonisti ha animato le caratteristiche rue dell’incasato medioevale, luogo natale di San Giacomo della Marca, dove ogni mattone trasuda di storia e tradizioni.

 

Il corteo processionale che precede la bara è costituito dalla Croce, dai simboli della passione di Cristo, dalle sette parole dette da Gesù, dalle vergini vestite di bianco, dalle pie donne con i loro canti, dalle ragazze con le sette spade, dalla banda musicale, dalle autorità religiose e civili, dalla statua di San Giovanni, dalla bellissima statua della Madonna Addolorata.

 

La straordinaria bara realizzata nel 1847 dall’ebanista Sante Morelli, commissionata dalla Confraternita della Pietà e della Morte è impreziosita con panneggi di velluto rosso resi ancora più unici dai ricami con fili d’oro realizzati dalle Suore di Ripatransone. All’interno della bara, illuminata durante il percorso processionale, è deposta la pregevole scultura lignea del Cristo Morto, datata 1846, opera dello scultore Emilio Paci, simbolo di fede e di devozione popolare.

Un’immagine del Cristo Morto

 

Non può non essere sottolineato che è stato sempre forte da parte dei monteprandonesi l’attaccamento a questo singolare momento di autentica fede popolare tanto che le pagine di storia narrano lo svolgimento della processione anche nei venerdì santo negli anni in cui imperversavano i due conflitti mondiali grazie allo spirito di sacrificio e abnegazione delle donne portarono a spalla la bellissima bara perché i loro mariti erano sul fronte di guerra.

 

Ancora oggi la bara è portata a spalla da squadre di portatori composte da quattro uomini in alternanza durante il percorso processionale che quest’anno ripercorrerà anche via Corso.

 

Oltre al parroco, il francescano Padre Francois, saranno presenti autorità civili, tra cui il sindaco Sergio Loggi, religiose e militari.


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