D’Andrea: «Risolleveremo San Benedetto, città stanca di essere diretta da poteri esterni»

VERSO LE ELEZIONI La candidata civica presenta la lista "Merito di più" e alcuni candidati consiglieri. Sui due avversari Mozzoni e Fede: «La loro è una politica vecchia. Ma per noi questa sfida elettorale rappresenta solo l'inizio di un percorso»
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Maria Elisa D’Andrea e alcuni dei candidati della lista civita Merito Di Più

 

Merito di Più“, la lista civica di orientamento centrista della candidata sindaca Maria Elisa D’Andrea, è stata presentata questa mattina, alla presenza di diversi candidati consiglieri. D’Andrea, notaio, dirigente Fondazione Sambenedettese e Sambenedettese Calcio e moglie del presidente della Samb Vittorio Massi, ha presentato alcuni dei suoi candidati consiglieri: Luca Perazzoli, giovane imprenditore, Elisa Bedetta, tutor laureata in restauro, avvocato Laura Capecci, la quale nella sua professione presta particolare attenzione alle fasce più deboli, Gaetano Cianci, storico commerciante del centro, Bruno Fares, rappresentante di acciaio, Ilaria Grannò, giovane donna impegnata in parrocchia, Giancarlo Massacci, agente di commercio, Enrico Albertini, titolare di uno studio di gestione di condomini, Claudio Pelliccioni, imprenditore.

 

«Ognuno metterà in questa avventura tutta la propria umanità e voglia di partecipare al benessere di questa città – ha esordito D’Andrea – La nostra è una civica, chiamo i candidati i miei eroi. Siamo qui per vincere le elezioni, non per partecipare. In caso di ballottaggio mi sentirò con gli aderenti alla mia lista e si deciderà in base alle nostre sensibilità: in queste settimane ho avuto colloqui con i candidati ma non con le coalizioni, il centrosinistra si è chiuso mentre a destra devo dire che anche se Mozzoni è un candidato giovane la proposta sa di vecchia politica. Con la lista Scelgo San Benedetto parleremo e nel caso troveremo un accordo, mi dispiace che altre liste di centro non abbiano scelto di rimanere in questo campo centrista. Ho parlato anche con Antonio Spazzafumo, ho apprezzato la sua intelligenza nel fare un passo indietro, ma ho una posizione netta, un po’ critica riguardo le precedenti amministrazioni che si sono susseguite».

 

Maria Elisa D’Andrea con il candidato consigliere Luca Perazzoli

«Bisogna partire dalle cose semplici per la città, dagli asfalti, il decoro e la sicurezza, l’attenzione per il sociale, e poi pensare a progetti più ampi. Occorrerà far lavorare al meglio la macchina amministrativa: di certo non ho condiviso l’idea di un concorso a tempo indeterminato per un dirigente, perché toglie al prossimo sindaco la possibilità di decidere, ma sono sicura e auspico che la scelta avvenga con il massimo della trasparenza come da concorso. Il mio sogno è realizzare una vasta area per lo sport ed eventi dietro lo stadio, in zona Brancadoro, perché la città e i giovani ne hanno bisogno e potrebbe essere uno sviluppo importante per il futuro».

 

«Sento molto nel profondo della città, magari sopito, il malessere perché San Benedetto viene etero-diretta da fuori. Sono qui affinché la città si rialzi e collabori con le altre da un piano di parità, senza essere subalterna. Per quanto riguarda gli eventuali conflitti di interesse in merito al lavoro di mio marito, io credo che siamo così sotto i riflettori che tutti si accorgerebbero in caso di favoritismi, in questi casi basta astenersi dal voto oppure nominare un commissario ad acta in casi particolari. Credo siano più pericolosi i conflitti di interesse che non vengono palesati».

 

E sul momento difficile della Samb che non aiuta, anche se tra i candidati ci sono volti noti di tifosissimi rossoblù: «Mio marito ha la passione del calcio, io della politica, e sono due cose ben diverse. Per me è fondamentale il sostegno della mia famiglia, con Vittorio ci sosteniamo a vicenda ma non ho mai contato sui voti del calcio. Questa è una scelta cresciuta in me nel tempo, e questo impegno non finirà con le elezioni perché è l’inizio di un cammino che continueremo».

 

D’Andrea ha anche parlato della propria storia personale: «Sono nata a Reggio Calabria ma sono messinese, di padre siciliano e madre veneta, per poi essermi trasferita per motivi di studio e di lavoro a Roma e quindi, dopo la vittoria del concorso, mi sono trasferita a Porto Sant’Elpidio e quindi a San Benedetto dove mi sono innamorata di un cliente che è diventato mio marito. Mio padre, avvocato e docente universitario, proveniva da una famiglia umile ed era appassionato di politica, vicino alla Democrazia Cristiana. Mi ha sempre spinto a studiare e per farmi capire meglio il mondo mi faceva prestare volontariato in alcune delle tante associazioni con le quali collaborava, specialmente riguardo la disabilità grave».



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