Proseguono le indagini sulla tragedia avvenuta nel giorno di Pasqua all’hotel Duca del Montefeltro di Pennabilli, dove ha perso la vita il 12enne Matteo Brandimarti. Il ragazzo, in vacanza con la famiglia, è morto dopo quattro giorni di ricovero all’ospedale “Infermi” di Rimini, dove era stato trasportato in condizioni disperate.

Matteo Brandimarti col papà Maurizio e sullo sfondo l’ospedale di Rimini
Secondo quanto ricostruito finora, il dramma si è consumato nella vasca idromassaggio della struttura. Matteo si trovava in acqua insieme al padre, allo zio e ad altri ospiti quando una gamba è rimasta risucchiata dal bocchettone. Il giovane sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua senza riuscire a respirare. Solo dopo aver spento l’impianto è stato possibile liberarlo, ma i soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili.
“Siamo devastati dal dolore per quanto accaduto a Matteo”: è il messaggio che lo staff dell’hotel ha voluto far arrivare alla famiglia del ragazzo nelle ore immediatamente successive all’incidente.
Intanto la Procura ha disposto per oggi l’autopsia, affidata al sostituto procuratore Alessia Mussi, che coordina gli accertamenti dei carabinieri. Un passaggio fondamentale per chiarire con precisione le cause del decesso, e cioè se la morte, come probabile, sia avvenuta per mancanza di ossigeno al cervello. Per quanto riguarda i funerali, dovrebbero tenersi mercoledì a San Benedetto.
Sono tre, al momento, le persone iscritte nel registro degli indagati: il legale rappresentante della società che gestisce l’albergo, il direttore e il responsabile della manutenzione e della sicurezza. Tutti hanno nominato propri consulenti tecnici in vista degli accertamenti irripetibili, così come la famiglia, assistita dall’avvocato Umberto Gramenzi.
L’attenzione degli inquirenti è rivolta in particolare agli impianti della spa e alle protezioni dei bocchettoni, per verificare il rispetto delle norme di sicurezza. L’area benessere è stata posta sotto sequestro, mentre la struttura ricettiva resta aperta.
Profondo il cordoglio a San Benedetto, città di origine del ragazzo. Qui i genitori Maurizio e Nicoletta, che hanno autorizzato l’espianto degli organi del ragazzo, sono rientrati in attesa del nulla osta della Procura per poter fissare la data dei funerali.
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