Sport, famiglie e comunità: il cuore del torneo delle parrocchie al Paniko Village (Foto)

ASCOLI - All'evento organizzato dal Centro Sportivo Italiano, oltre 600 partecipanti per una giornata di gioco, condivisione e valori. Il presidente provinciale Benigni: «Più delle coppe contano le esperienze: restano come una luce nell’anima e accompagnano i ragazzi per tutta la vita»
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Il momento conclusivo dell’evento

 

Una giornata di sport, ma soprattutto di comunità, relazioni e ricordi destinati a durare nel tempo. È questo lo spirito che ha animato il torneo delle parrocchie, organizzato dal Centro Sportivo Italiano, che si è svolto ieri, domenica 12 aprile, al Paniko Village di Ascoli Piceno.

 

Una cornice nuova e accogliente – con campi da padel, calciotto e pickleball e ora anche area ristoro – ha ospitato un evento che ha coinvolto oltre 600 partecipanti tra giovani atleti e famiglie, trasformando lo sport in un’occasione autentica di incontro e condivisione.

 

L’iniziativa ha unito il tradizionale torneo delle parrocchie alla giornata conclusiva dei Foody Games, richiamando più di 50 squadre provenienti da tutto il territorio del Piceno e anche dal vicino Abruzzo. In campo ragazzi dagli under più piccoli fino agli under 16, impegnati in gare di calcio a 5 e pallavolo, in un clima di entusiasmo e partecipazione diffusa.

 

Ma al centro della giornata non c’è stato il risultato sportivo. Piuttosto, l’obiettivo è stato quello di costruire un’esperienza significativa, capace di lasciare un segno nei partecipanti, ben oltre il momento della premiazione.

 

A raccontarlo è il presidente provinciale del Centro Sportivo Italiano di Ascoli Piceno, Antonio Benigni, presente all’evento insieme al coordinatore del progetto Valentino D’Isidoro.

«Questa è la quindicesima edizione – le parole di Benigni – di un percorso iniziato con pochi partecipanti e cresciuto nel tempo fino a coinvolgere oggi decine di squadre da tutto il territorio. La soddisfazione più grande è vedere ragazzi e famiglie vivere insieme questa esperienza. Più delle coppe contano i ricordi: restano come una luce nell’anima e accompagnano i ragazzi per tutta la vita».

 

Un evento che, negli anni, ha saputo evolversi mantenendo salda la propria identità: non solo competizione sportiva, ma occasione per rafforzare il legame tra genitori e figli, spesso messo alla prova dai ritmi e dalle dinamiche dello sport agonistico.

 

Antonio Benigni

«Nel calcio – prosegue Benigni – i genitori sono spesso spettatori. Qui invece li coinvolgiamo: nel tifo, nelle attività e anche in momenti dedicati a loro, come lo spazio motorio allestito nel tendone. Vogliamo che questa sia una giornata da vivere insieme, davvero. E qui, al Paniko Village, siamo stati accolti da una impeccabile organizzazione».

 

E infatti, accanto alle partite, non sono mancati momenti di convivialità e condivisione, fino alla celebrazione della messa, officiata dall’assistente ecclesiastico del Csi provinciale don Amedeo Matalucci. Un equilibrio tra sport, socialità e valori che rappresenta il cuore dell’esperienza proposta dal Csi.

 

Nel pomeriggio, spazio anche alle premiazioni: un riconoscimento per tutte le squadre, simbolo tangibile di una giornata intensa. Ma, come sottolineato dagli organizzatori, ciò che resta davvero non è il trofeo.

 

Perché le coppe, con il tempo, possono impolverarsi. I ricordi, invece, continuano a brillare.

 

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