La Serie C penalizza i seri e premia chi azzarda: cosa non funziona nei controlli, i rimedi possibili

IL FLOP degli "Indici" di Gravina e Marani, solo all'apparenza più severi, e un sistema che non penalizza chi si prende rischi insostenibili ma li scarica su eventuali successori (o sui tifosi) e sulle società concorrenti invece rispettose della gestione finanziaria. Alla radice del caos perpetuo della terza serie con alcune soluzioni rapide che invertirebbero la tendenza
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Claudia Rizzo, presidente (ex) della Ternana, e Matteo Marani, presidente della Lega di Serie C

 

di Pier Paolo Flammini

 

Forse il tornado Ternana è definitivamente alle spalle, anche se occorrerà attendere l’udienza in Tribunale di venerdì 17 per conoscere l’esito (si spera) definitivo della vicenda, con la Ternana proiettata nel percorso fallimentare (liquidazione giudiziale) chiesto a gran voce dal sindaco Stefano Bandecchi e dal suo ex vicesindaco avvocato Riccardo Corridore, rispetto alla procedura di liquidazione volontaria decisa nell’assemblea straordinaria di lunedì dalla famiglia Rizzo. Una guerra tra bande, metaforicamente parlando, con i Rizzo che hanno scelto la stessa via in precedenza percorsa dal Rimini (fu cancellato dalla Serie C in 48 ore) per evitare il rischio di implicazioni pesanti con il fallimento, si pensi agli esborsi del calciomercato di gennaio, e che volevano andare a contrattazione individuale con i vari creditori; dall’altra il sindaco Bandecchi sperava, e spera, di mantenere la categoria nel caso in cui si appalesi un benefattore che si carichi del debito sportivo accumulato.

 

Per paradosso in tutta questa vicenda, che approfondiremo ulteriormente di seguito richiamando alle proprie responsabilità il vero convitato di pietra, ovvero la Figc del presidente nazionale dimissionario Gravina e del presidente di Serie C Marani, l’unica società che rischia di subire conseguenze negative dalla vicenda è proprio la Samb. Perché la Ternana, che ha saltato un allenamento e che si trova tra colloqui con l’Associazione Italiana Calciatori e dubbi sulla disputa della prossima partita (persino le agenzie di scommesse non forniscono quotazioni di Bra-Ternana). Bra che è il principale rivale in zona play out per la Samb (squadre appaiate a 31 punti). La Ternana potrebbe giocare la partita di sabato sera con la mente in tutt’altre vicende impegnata. Tuttavia occorre confidare nella professionalità dei giocatori rossoverdi, perché un campionato già pesantemente condizionato non si trasformi in una farsa (a danno, guarda caso, della sola Samb in via indiretta).

 

Ma andiamo al convitato di pietra, la Lega di Serie C. Per ridurre la moria di società che vengono cancellate causa dissesto finanziario tutto il calcio italiano, negli ultimi anni, ha inserito degli indicatori di controllo finanziario. Riportiamo di seguito uno stralcio del Comunicato Ufficiale del 9 novembre 2022, nel quale si faceva riferimento ai valori soglia degli Indicatori di Liquidità, di Indebitamento e del Costo del Lavoro Allargato:

Dei tre indicatori, il principale è quello di Liquidità (qui se vuoi approfondire). Vi sono delle deroghe nel caso l’Indice sia inferiore al valore soglia (si ricorda che per essere almeno in salute il dato dovrebbe essere pari a 1): ad esempio una società può avere in bilancio persino un indice di liquidità inferiore a 0,3 ma provvedere dopo l’approvazione del bilancio ad effettuare versamenti in conto perdite di diversi milioni di euro ed evitare il blocco del calciomercato.

 

Tutto è regolato dall’articolo 90 delle Norme Organizzative Interne Federali (Noif). Nel comma 4 si legge: In caso di mancato rispetto da parte delle società della misura minima dell’indicatore di Liquidità al 31 marzo o al 30 settembre, la Co.Vi.So.C. dispone la non ammissione ad operazioni di acquisizione del diritto alle prestazioni dei calciatori rispettivamente per la sessione estiva e per la sessione invernale. 

 

Il Perugia ad esempio ha subito delle sessioni di calciomercato senza la possibilità di acquistare giocatori, prima dello sblocco avvenuto prima dell’ultimo calciomercato estivo.

 

La Ternana, della quale la scorsa estate i media umbri dichiaravano una montagna debitoria di 14 milioni di euro e descritta di 22 milioni di euro dall’attuale sindaco Bandecchi dopo le riunioni di questi giorni, ha tuttavia operato liberamente lo scorso mese di gennaio. O aveva un Indice di Liquidità superiore a 0,8, o ha compiuto operazioni finanziarie che consentivano di avere un valore inferiore. O il Versamento in Conto Perdite, o Versamenti in Conto Futuro Aumento di Capitale, o Aumento di Capitale Integralmente Sottoscritto e Versato, o con Finanziamenti Postergati e Infruttiferi dei Soci e altre situazioni descritte nel successivo comma 5.

 

La Ternana ha realizzato un calciomercato di gennaio sontuoso: arrivati Pagliari, Kurti e Majer, il difensore Lodovici ma soprattutto gli attaccanti Aramu e Panico. Partenze per Loiacono e Romeo (giocavano poco). Partenze anche per Romeo e due giovani, Longoni e Valenti, nelle serie inferiori.

 

La stessa cosa va detta per il Rimini: nonostante una situazione già compromessa la scorsa estate e molte partenze, in Romagna giunsero molti nuovi giocatori, giovani per lo più, anche perché c’è anche il modo di raggirare i vincoli vendendo giocatori contestualmente a nuovi arrivi. Tanto che la società biancorossa dovette versare la fidejussione da 420 mila euro per l’extra-budget del monte ingaggi.

 

Ora andiamo sulle date dei controlli: 30 settembre e 31 marzo. Subito dopo le due sessioni estive, mentre il bilancio è approvato il 30 giugno.

Usciamo dal “caso Ternana” e parliamo di una ipotetica “società X”, che non abbia interesse a gestire la squadra anche per l’anno successivo ma voglia provare a vincere il campionato. Insomma, il famoso moral hazard: mi conviene di più provare il salto nel dorato mondo della B e, se non riesco, perdere tutto, che coltivare anno dopo anno squadra e settore giovanile, tra perdite e contestazioni a fronte di squadre costruite sul principio dell’All In.

 

Dunque, una società senza vincoli da Indice di Liquidità al 30 giugno può esporsi al calciomercato estivo oltre le proprie possibilità finanziarie, ma soprattutto può farlo a gennaio, quando le condizioni di classifica possono essere più propizie. Può sbancare gli Indici di Controllo senza problemi (eventuali blocchi, facilmente aggirabili come abbiamo visto, si ripercuotono nell’estate successiva, ecchissenefrega, tanto se va male non ci saremo più).

Può valutare se ad aprile sarà conveniente pagare gli esosi stipendi e contributi: se in corsa per la vittoria magari sì, altrimenti, anche qui, chissene. Anche perché eventuali penalizzazioni per mancati pagamenti ad aprile e giugno, gravano, semmai, su chi acquisterà la società e disputerà il prossimo campionato: magari – caso Ternana – male che vada ai play off stiamo e una piccola possibilità, con la squadra che abbiamo, ce la giochiamo.

 

TORNIAMO ALLA TERNANA Il 30 dicembre atto notarile avente per oggetto “Procedure Concorsuali Revoca Determina Ex Articolo 120 bis del d.lgs 14/2019”. Invece il 9 dicembre 2025 atto notarile a Cassino, “la società dichiara di determinarsi, nell’interesse della società e dei creditori sociali, a dare corso a una operazione di ristrutturazione dei debiti attraverso un ex art. 57 ovvero ex art. 61, ovvero, se tali strumenti non risultassero sufficienti allo scopo, attraverso il deposito di un ricorso ex artt. 84 e ss., ovvero attraverso ogni altro strumento ammesso dal medesimo codice della crisi (omissis)“.

Nessuno ha visto nulla.

 

LA SERIE C CON I NUOVI CONTROLLI AGEVOLA E NON LIMITA IL RISCHIO Servirebbero molti altri criteri per evitare il moral hazard, ma alcuni sono semplici:

a) blocco degli acquisti al calciomercato a prescindere dalla contestuale cessione di calciatori in caso di mancato rispetto degli Indici di Controllo e di Liquidità;

b) penalizzazioni da scontare SEMPRE nel campionato in cui sono commesse, altrimenti il torneo in corso risulta falsato (e non si incentiva l’ingresso di forze sane nel campionato successivo gravato da penalizzazioni pesanti).

c) interdizione dell’accesso ai play off per le società che non sono in regola con i pagamenti nel mese di aprile;

d) pubblicità obbligata da parte degli organi di controllo (Covisoc) in merito ai bilanci controllati: qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di diffusione di dati riservati ma in realtà tutto deriva da bilanci pubblici, ciò che non è pubblico è la valutazione dei controllori.

Ci sono anche altre soluzioni più rigide, come l’apertura di un conto corrente vincolato alle spese di gestione nel quale vi sia, già da inizio stagione, una consistente quota di risorse economiche a garanzia (non fidejussioni, ma denaro liquido).

Fatto sta che il sistema, specie in Serie C, è tutto da rifondare.

 

 

 



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