
Paci, Massi, Cicchine’ e Agostini
Titolo sagace e prosa ficcante, proprio come uno scambio tennistico ad hoc. “Massi: fondi” è stato presentato alla libreria Rinascita alla presenza dell’autore, Giorgio Massi, ascolano cultore delle lettere e della nobile arte del tennis. E proprio il tennis è (gran) parte di questo racconto lungo, caratterizzato dallo stile immaginifico e ricercato che ormai rappresenta un tratto riconoscibile del buon Massi, giunto alla sua sesta opera.

Introdotto dai giornalisti Renato Pierantozzi e Mario Paci, l’incontro ha visto gli interventi di Giovanni Medori (esperto giocatore e grande appassionato di letteratura tennistica), il commercialista Enrico Diomedi, il curatore artistico della copertina del libro Roberto Cicchine’ e l’avvocato Nazario Agostini, amico dell’autore e grande appassionato della racchetta.
Nel corso delle pagine, infatti, il campo diviene metafora di un vivere contemporaneo sempre più alle prese con tic, manie ed esasperazioni. Come se la vita del protagonista, contornata da figure ai limiti del surreale e situazioni paradossali, avesse bisogno di essere osservata e “filtrata” da una pallina che vola da una parte all’altra. Ed attraverso gli occhi attenti di un gatto che, placido e affettuoso, sembra quasi ridersela da sotto i baffi.
Ad arricchire di stimoli e spunti letterari, il prof. Antonio D’Isidoro che, sul finale dell’incontro, ha illustrato, ad una attenta e folta platea, contenuti e riferimenti stilistici adottati da Massi.

Il professor D’Isidoro

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