San Benedetto accelera sul fronte della prevenzione sismica e affida un nuovo studio specialistico per analizzare le aree del territorio comunale considerate più esposte al rischio di liquefazione del terreno. L’amministrazione ha infatti approvato un incarico professionale da 37mila euro destinato alla redazione di approfondimenti tecnici di “Livello 3” nell’ambito del programma regionale di microzonazione sismica.
L’obiettivo è quello di comprendere con maggiore precisione come potrebbe reagire il sottosuolo sambenedettese in caso di terremoto, soprattutto nelle zone dove sono presenti terreni sabbiosi saturi d’acqua, particolarmente vulnerabili a fenomeni di instabilità.
L’incarico è stato affidato alla geologa Claudia Tomassoli, iscritta all’Ordine dei Geologi delle Marche, attraverso procedura diretta prevista dal nuovo Codice degli Appalti. Il Comune è beneficiario di un contributo regionale di 37mila euro destinato proprio agli studi sulle “aree di attenzione per liquefazione”.
Il provvedimento, firmato dal dirigente dell’Area Gestione del Territorio Roberto De Berardinis, evidenzia come all’interno dell’ente non siano presenti professionalità con competenze specifiche sufficienti per svolgere questo tipo di analisi altamente specialistiche.
Ma che cos’è, concretamente, la liquefazione del terreno? Si tratta di uno dei fenomeni più insidiosi legati ai terremoti. In presenza di forti scosse sismiche, alcuni terreni sciolti e impregnati d’acqua possono perdere improvvisamente consistenza e capacità portante, comportandosi quasi come un liquido. Quando accade, edifici, strade e infrastrutture rischiano cedimenti, inclinazioni o sprofondamenti anche senza crolli diretti causati dal sisma.
È un fenomeno che si manifesta soprattutto nelle aree costiere, pianeggianti o vicino ai corsi d’acqua, dove il sottosuolo è composto da sedimenti sabbiosi saturi. Proprio per questo motivo gli studi di microzonazione sismica vengono considerati fondamentali: consentono di capire come il terreno possa amplificare le onde sismiche o reagire durante un terremoto, fornendo indicazioni decisive per la pianificazione urbanistica e per la sicurezza degli edifici.
Lo studio commissionato dal Comune rientra negli approfondimenti di “Livello 3”, il grado più avanzato di analisi previsto dalla normativa tecnica. Non si tratta dunque di una semplice ricognizione cartografica, ma di un’indagine dettagliata che prevede elaborazioni geologiche e geotecniche approfondite sulle aree considerate più sensibili.
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