di Walter Luzi
A Offida la buona musica è di casa. E la Blue Night Live Band è una delle sue espressioni più apprezzate e longeve, in un posto fatato, ricco di vocazioni, eccellenze e suggestioni, ma, soprattutto, di grande tradizione musicale. Una cittadina, Offida, dove pure le realtà di livello in questo campo, del passato e del presente, non scarseggiano di certo. Una storia, quella dei ragazzi della Blue Night Band, come tante altre. Fatta, principalmente, di passione per la musica, certo, ma anche di spirito d’iniziativa, di voglia di esprimersi, di mettersi in gioco, di entusiasmo nel suonare e cantare in pubblico, che trova la soddisfazione più grande nel divertire divertendosi. Senza inseguire sogni, che a volte possono sconfinare nella velleità, o covare ambizioni di successo e grande popolarità ad ogni costo.

Blue Night Band
I ragazzi di Offida calcano i piccoli palcoscenici della loro provincia da ben diciassette anni. Cambiando componenti, formazioni e repertori senza mai snaturare la loro anima genuina. Ragazzi che si sono formati musicalmente in scuole e conservatori restando, quasi tutti, degli ottimi dilettanti. Che provano fuori dai rispettivi orari di lavoro, dedicando il loro tempo, le loro energie, e anche qualche soldo, al miglioramento del loro “prodotto” e al rinnovo delle loro attrezzature. Ragazzi che sono abituati a fare da soli, quando non c’è un service che pensa a tutto, già fornito dall’organizzazione dell’evento che li ospita. Tecnici amplificazione audio e luci, facchini, check sound e, infine, trucco e parrucco. Prima che scenda il buio in ribalta, e si spenga il brusio del pubblico in attesa. Silenzio. Parte l’intro. Si va ad iniziare.
I rockettari degli inizi
I Blue Night nascono come rock band nel 2009. Nascono quando ci sono già due band attive ad Offida. I Rosso Piceno e i Giallo 9. Valentina Cinquini, voce solista, da giovanissima, è stata fra le co-fondatrici, ed ha sempre fatto parte, ininterrottamente, della band. «Per restare in tema di colori – ricorda – visto che giallo e rosso c’erano già, e che io amo il blue come colore, abbiamo scelto di chiamarci così. Blue Night Band». Sono interpreti del rock più duro degli anni Settanta e Ottanta, grazie ai riff aggressivi delle chitarre di Stefano Pallotti e Alessandro Mariani, i ritmi martellanti e gli amplificatori a palla. Almeno nei loro primi tre anni di attività. Ma si accorgono presto di dover, necessariamente, allargare il loro repertorio anche ad altri generi musicali, perché le platee, soprattutto alle sagre o alle feste di paese, non sono riempite solo da rockettari.

«Qualcuno arrivava a chiederci persino se suonassimo musiche per il ballo liscio – ricorda – cosa questa che non facciamo nemmeno oggi per altro. Ma all’epoca, dopo i primi tre anni, più o meno, appunto, ci fermammo. Fu, come si dice, una pausa di riflessione lunga quasi un anno. Decidemmo di ripartire infine, ma con una musica più tranquilla, che potesse coinvolgere ogni fascia di pubblico».
Una svolta davvero radicale. Quattro soli elementi senza l’apporto della chitarra. Introducono nelle scalette dei concerti pezzi jazz e bossa nova, brani rilassanti da cocktail. Ma presto la formazione si riallarga, fra partenze mai traumatiche e ritorni sempre graditi. Così come crescono gli impegni. I Blue Night cominciano infatti ad essere sempre più richiesti anche per le feste private e di matrimonio. Animazione durante i banchetti nuziali e pranzi o cene aziendali. Il loro repertorio si impone, adesso, davvero per tutti. La musica leggera italiana la fa da padrone. Con i classici della sua lunga e luminosa storia, Rino Gaetano, Lucio Battisti, Vasco Rossi, 883, Renato Zero, Umberto Tozzi, solo per fare qualche nome fra i tanti più gettonati insieme ai tormentoni di Raffaella Carrà. Ma anche i pezzi cult della musica dance, pop e, molto amata e mai dimenticata questa, rock straniera, degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Quelli che fanno ballare proprio tutti in pista.
«Quello che ci sta a cuore – spiega sempre Valentina – è che ogni spettatore venga coinvolto durante i nostri concerti. Sono persone di ogni età e gusti musicali. Variando i generi aumentano così l’attenzione e l’interesse del pubblico, e, conseguentemente, ci divertiamo di più anche noi. Riuscire a riempire una piazza, o una pista da ballo, è il nostro scopo. E la nostra soddisfazione più grande».
Blue Night Band fucina di talenti
«I Blue Night sono stati una sorta di palestra per lo spettacolo – commenta Stefano – ha fatto da trampolino di lancio per diversi musicisti che da questa band hanno poi spiccato il volo, per fare della musica una professione. Come Matteo Grandoni e Alessandro Mariani poi passati a “La Rua” con cui sono arrivati fino a ribalte più prestigiose, come quella del talent show “Amici” di Maria De Filippi».

Per un periodo arriva Marco Pallotti, il fratello di Stefano, che ha suonerà poi il suo basso anche con il duo I Soci, fondato insieme a Rocco Girolami. Quindi tocca al batterista Daniele Grandoni, cugino di Matteo sedersi dietro la batteria dopo Gian Marco Spaccasassi e Samuele Spadoni. Da otto anni, un record di durata questo, la formazione è rimasta invariata, facendo decollare definitivamente la band. La Blue Night Live Band di oggi conta cinque elementi. Trentacinque anni l’età media. Stefano Pallotti alla chitarra, Fabio Vesperini al basso, Silvia Premici alle tastiere (e voce corista), Valentina Cinquini la voce solista, Marco Virgili alla batteria. Silvia è la figlia di Giancarlo Premici, una autentica istituzione vivente, non solo in campo musicale, ad Offida, nonché presidente e anima del celebrato Corpo Bandistico. Sotto casa sua c’è anche la sala che i Blue Night utilizzano per le loro prove. Stefano, Silvia e Valentina sono di Offida. Fabio è di Cossignano, Marco di Montedinove.
Una parrucchiera, un futuro tecnico della Ciip, un ingegnere elettronico, una insegnante, un operaio. Tutti con la stessa passione. Fare musica. Nessuno di loro è autodidatta. Fabio e Marco hanno frequentato scuole di musica. Stefano e Valentina si sono formati musicalmente all’Istituto “Giuseppe Sieber” di Offida, rispettivamente con i maestri Giacinto Cistola e Mara Matteoli. Valentina è stata anche la voce fino a un paio d’anni fa del tradizionale tributo estivo al maestro Ennio Morricone da parte del corpo bandistico di Offida. Silvia Premici è laureata in Conservatorio jazz e, molto intonata com’è, si fa valere anche come corista. Suona, inoltre, nel prestigioso Corpo Bandistico “Città di Offida” insieme al padre e alla sorella Sabina. Brillante polistrumentista (fra chitarra, basso, tastiere, e flauto traverso) con i suoi trentadue anni è la più piccola del gruppo, ma anche la più preparata musicalmente parlando.
Se Valentina è la frontwoman della band, Silvia ne è l’autentica colonna portante, il legante fra le esecuzioni di tutti gli elementi. Con le magie delle sue tastiere riesce a tirare fuori ogni suono utile a riempire vuoti, pause, cali di tono, riparare ad ogni defaillance dei compagni. Basta uno sguardo per capirsi. È una questione di feeling.
«Ce ne siamo accorti – racconta Valentina – quando ha dovuto assentarsi per portare a termine le due gravidanze affrontate. Lei è proprio di un altro passo».

Offida città della musica
A Offida sono pochi quelli che non hanno dimestichezza con uno strumento musicale, e pochissimi quelli insensibili alle loro melodie. Un seme forse trapiantato nella cultura cittadina dal violinista boemo Giuseppe Sieber, che a lungo vi soggiornò nel Settecento. I suoi frutti maturati già ben prima dell’Unità d’Italia, con la nascita della prima banda musicale cittadina, e rinverditi poi negli anni Trenta dalla figura leggendaria di Giuseppe Castellucci, più noto con il soprannome di P’ppì lu bandist’. Uno dei personaggi offidani più caratteristici, ricordato ancora oggi come progenitore ideale del fiore all’occhiello musicale cittadino: il Corpo Bandistico “Città di Offida”, che riprende nuovo slancio nel 1992 grazie al maestro Ciro Ciabattoni.
Anche il famoso, storico Carnevale di Offida è arricchito dalla diffusa passione musicale, certo non comune nella provincia ascolana. Valentina e Fabio suonano anche in una delle oltre quindici congreghe carnevalesche. Silvia nelle Rondinelle, lui in quella degli Orsi. Sono tutte nate dopo la Congrega musicale del Ciorpento, la più antica e prestigiosa. Ogni sera del lunghissimo Carnevale offidano, ogni locale, angolo e piazzetta della cittadina, diventano palcoscenici naturali per le esibizioni delle varie Congreghe. Che accolgono musicisti di ogni livello, età, ed estrazione sociale. La passione l’unico denominatore comune. Che coinvolge anche centinaia di giovani e giovanissimi, entusiasti eredi dei suonatori del passato in ossequio ai quali, dopo la nascita dell’Istituto Musicale “Giuseppe Sieber” nel 1994, nelle scuole medie di Offida si è introdotto da tempo l’insegnamento di uno strumento musicale. I giovani studenti contemporanei tendono a snobbare il vecchio e caro flauto del passato, e prediligono la scelta delle tastiere e, soprattutto, della tromba. Più pratica e idonea, quest’ultima, proprio durante le movimentate esibizioni carnevalesche. Offida non soffre dunque, di certo, di difficoltà nel ricambio generazionale in questo campo. Accordi e solfeggi risuonano in ogni giorno dell’anno nelle case e nei cortili di Offida in preparazione al prossimo Carnevale.

Blue Night Band oggi
Il programma dei festeggiamenti per celebrare degnamente il ventennale di attività è già in cantiere. Il pericolo, che ha portato allo sfascio anche band musicali più celebri, di qualcuno del gruppo portato a convincersi di essere un fenomeno rispetto a tutti gli altri componenti, nella Blue Night non incombe.
«Qui, al massimo, si può correre il rischio opposto – ci scherza su Stefano – e cioè di qualcuno che possa mollare per stanchezza, o per sopravvenuta mancanza di stimoli, e dire agli altri: andate avanti voi ragazzi, che potete fare a meno benissimo di me…».
Sarebbe anche comprensibile perché, ad esempio, solo per provare insieme, il batterista deve farsi un’ora di macchina, per andare e tornare da Montedinove, ogni volta. Piccoli sacrifici che divengono indispensabile ogni volta che si devono provare brani nuovi da inserire in scaletta. E, ovviamente, questo succede con una certa frequenza. Sogni di gloria nel cassetto? Ambizioni carrieristiche? Non sono cose da Blue Night Band. Loro non inseguono i brividi del palco dell’Ariston o le sirene ingannatrici dei talent show che imperversano in tv. Le sirene della grande popolarità, i meccanismi tentatori, ma anche un po’ perversi, dello show business imperante non li allettano per niente. In questo senso la leader, Valentina Cinquini, ha già dato. Ha partecipato, infatti, in passato ai casting di programmi come X-Factor, Amici (nel 2010) e Cantagiro. Al Festival per voci nuove di Castrocaro Terme nel 2010, a ventuno anni, arrivò fino alla semifinale.
«Noi suoniamo e cantiamo solo per il piacere di farlo – chiosa Valentina – e ci piace continuare a farlo in casa nostra. Vogliamo solo farci conoscere un po’ di più nella nostra provincia. Facciamo le nostre belle serate in primis per divertirci, e, quindi, divertire il nostro pubblico. Questo è prioritario per noi, prima ancora che dei cachet, grazie ai quali riusciamo a ripianare i continui investimenti in attrezzature che la garanzia di qualità delle nostre esibizioni, richiede».
A proposito. L’ultimo sforzo economico autofinanziato è stato affrontato per rinnovare gli amplificatori e la batteria, adesso elettronica. Il tutto non per potenziare i decibel in uscita, ma, al contrario per poter modulare la potenza dei suoni in base alle dimensioni e all’acustica delle location.
«Da bambini – rivela Valentina – siamo cresciuti sotto il palco del teatro Serpente Aureo ad ascoltare a occhi sgranati i concerti del celebre gruppo “I Pupazzi”. Erano loro i nostri miti. Sognavamo già allora di poter arrivare ad esibirci lì sopra anche noi, un giorno. Quando quel giorno è arrivato, nel 2019, al veglione della domenica di Carnevale con Cristina D’Avena, abbiamo tutti provato una emozione grandissima. Il nostro era un sogno che si realizzava, anche se suonare e cantare, ininterrottamente, per tutta la notte, è stato abbastanza impegnativo».
Sì, perché i Blue Night suonano sempre dal vivo, senza ausilio di basette preregistrate. Valentina, per le grandi occasioni, chiama con piacere in aiuto Antonella Ciabattoni, altra voce, corista e vocalist di livello. Figlia d’arte, del grande maestro Ciro Ciabattoni, prematuramente scomparso, che tutti, però, a Offida continuano a portarsi nel cuore. I Blue Night hanno suonato anche in occasione dei mondiali di ciclismo juniores disputati ad Offida nel 2010 e sono, da sempre, immancabili agli appuntamenti delle serate di Sant’ Antonio, il 17 gennaio di ogni anno, in piazza del Popolo a Offida, che aprono il Carnevale, da queste parti sacro da millenni.

«Quest’anno – ci dice Stefano – lo abbiamo aperto come tradizione a gennaio, e chiuso a marzo suonando con il veglione delle “Merette” che premiava le maschere più belle». I locali che li vogliono per il veglione di Capodanno devono prenotarsi con larghissimo anticipo. Gli chalet al mare che li vedono protagonisti durante la stagione estiva vanno dal Savana beach di Grottammare fino alla Primula di Alba Adriatica. La Pro Loco di Offida li coinvolge spesso nelle sue iniziative sul territorio. Ma anche nelle zone montane interne, per le varie sagre di paese nel corso dell’anno, sono molto richiesti.
«Noi preferiamo proporre i medley di ogni singolo artista – ci dice sempre Stefano Pallotti – suonare e cantare i suoi quattro o cinque pezzi più conosciuti in successione. Ma non per intero, un minuto e mezzo al massimo ciascuno. Una formula che piace al pubblico e tiene sempre alto il ritmo della performance. La musica leggera italiana è sempre molto apprezzata dal pubblico di ogni età, anche se preferiamo fermarci ai successi dello scorso millennio. Quelli di cui tutti ricordano le strofe e i ritornelli, e che proprio tutti amano cantare a squarciagola insieme a noi. Quelli degli ultimi decenni, invece, furoreggiano per tre mesi al massimo su piattaforme, radio e in tv, e poi non se li ricorda più nessuno».
Con un brano del cuore, il loro pezzo preferito, e immancabile nelle scalette dei loro concerti. Un evergreen di Lucio Battisti datato 1969. “Un’avventura”. Un cavallo di battaglia, e una dichiarazione esplicita scritta in uno dei suoi versi: “…questo amore fatto solo di poesia”.
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