Un viaggio nel passato più antico di Ascoli, tra testimonianze romane e tracce della presenza longobarda in città. In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, venerdì 13 e sabato 14 giugno il cantiere archeologico di piazza Arringo aprirà eccezionalmente le porte al pubblico, offrendo l’opportunità di osservare da vicino uno dei più importanti ritrovamenti emersi negli ultimi anni nel centro storico.
Le visite guidate gratuite si svolgeranno a partire dalle ore 9, con accesso dall’ingresso nord della piazza, all’altezza di via dei Bonaccorsi. L’accesso al cantiere sarà possibile su 4 turni mattutini e 4 turni pomeridiani della durata di 45 minuti circa, previa prenotazione obbligatoria sul sito Sabap: Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio. Per info sabap-ap-fm-mc.segreteria@cultura.gov.it o 335-7632598 e 335-8187340.
I partecipanti, accompagnati dal personale della Soprintendenza e dagli archeologi impegnati nelle indagini, potranno visitare il sito e conoscere i risultati degli scavi effettuati durante i lavori di rifacimento dei sottoservizi eseguiti dalla Ciip nell’ambito del progetto di ripavimentazione dell’area.
Al termine del percorso sarà inoltre possibile raggiungere il Museo Archeologico Nazionale di Ascoli Piceno, dove sarà esposta una selezione dei reperti recuperati durante le attività di scavo grazie alla collaborazione con Palazzo Ducale di Urbino e la Direzione Regionale Musei Nazionali Marche.
Le indagini, avviate lo scorso febbraio in concomitanza con la realizzazione di un nuovo tratto di collettore fognario, hanno riportato alla luce un contesto di eccezionale interesse per la ricostruzione delle trasformazioni urbanistiche vissute da Asculum tra la tarda età romana e l’alto Medioevo.
Tra le scoperte più significative spicca un grande edificio absidato, caratterizzato da due diverse pavimentazioni: una in cocciopesto e una sopraelevata, realizzata con lastre lapidee di reimpiego. All’interno dell’area sono emerse anche alcune sepolture ricavate nella pavimentazione e addossate alle murature, considerate la prima testimonianza archeologica della presenza longobarda ad Ascoli.
«Le attività di indagine hanno permesso di aggiungere un significativo tassello alla conoscenza della città romana e della sua evoluzione in età tardoantica – sottolinea il soprintendente Giovanni Issini –. Le visite rappresentano un’importante occasione per condividere con la comunità ascolana rinvenimenti di straordinario interesse archeologico mai documentati prima in città».
Gli scavi hanno inoltre consentito di individuare un tratto dell’antico decumano romano e le tracce di successive trasformazioni dell’area, con la presenza di strutture probabilmente riferibili a un insediamento abitativo altomedievale. Alcune di queste evidenze, non più visibili per esigenze di cantiere, saranno illustrate attraverso planimetrie ricostruttive e documentazione fotografica.
Soddisfazione anche da parte della Ciip, che ha sostenuto l’intervento infrastrutturale da cui è scaturita la scoperta archeologica. «Come gestore del servizio idrico integrato siamo impegnati ogni giorno nella realizzazione di opere necessarie per il futuro del territorio – evidenzia il presidente Marco Perosa –. In questo caso lo scavo ha fatto emergere anche una straordinaria occasione di conoscenza. Il sottosuolo custodisce non solo le reti che servono la vita quotidiana delle comunità, ma anche le tracce della loro storia. Aprire questo cantiere ai cittadini significa mostrare come tutela del patrimonio archeologico, innovazione infrastrutturale e servizio pubblico possano convivere e rafforzarsi reciprocamente».
L’iniziativa è promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Ascoli, il Comune di Ascoli e la Ciip.
L’accesso sarà consentito esclusivamente su prenotazione, con otto turni giornalieri da circa 45 minuti ciascuno, quattro al mattino e quattro nel pomeriggio. Al termine della giornata di venerdì 13 giugno, inoltre, il personale della Soprintendenza e della Direzione Regionale Musei terrà al Museo Archeologico Nazionale una presentazione pubblica dedicata ai risultati delle indagini, per consentire la più ampia partecipazione possibile all’evento.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati