La palla è rotonda ma a San Benedetto è stata spesso quadrata: a Mozzoni un compito storico

E' ANCHE ABBASTANZA accorto per sapere che una bella parte della partita politica cittadina si gioca proprio lì, nella capacità di uscire dal guado dei mezzi passi e disegnare - non solo tra stadio e San Park, ovviamente, ma sicuramente a partire da lì - strutture adeguate ai tempi che corrono
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Nicola Mozzoni

Difficile è stato il rapporto tra i sindaci sambenedettesi degli ultimi 30 anni e le varie società rossoblù che si sono succedute in questo periodo. Per primo fu Paolo Perazzoli il quale, eletto da un anno, si trovò a gestire il primo fallimento del club, dopo la gestione Venturato. L’ex sindaco riuscì a far ripartire il calcio con una cordata locale ma non rivide la promozione del club tra i professionisti: l’avvento di Gaucci avvenne successivamente al suo addio nel 2001.

Fu poi la volta di Domenico Martinelli, con il centrodestra che si esaltò nel periodo di Big Luciano ma non riuscì a trattenerlo, quando tutto si inabissò dopo una richiesta di una edificazione folle attorno al “Riviera delle Palme”. L’interregno di Mastellarini fu prima accompagnato da una importante sponsorizzazione, poi la palla passò alla giunta Gaspari che assistette a nuovi fallimenti (Soldini e infine la mancata iscrizione dei Tormenti nel 2009) e nuove ripartenze. Fino all’estate 2013 quando la mancata iscrizione fu accompagnata dall’interessamento, con tanto di visita sambenedettese e mediazione del sindaco, della famiglia Milone, poi in realtà sfumata.

Fu il passaggio più complesso e bisognò attendere l’arrivo di Franco Fedeli per una nuova gioia e un relativo momento di tranquillità, ma a beneficiarne fu ancora il centrodestra, con Pasqualino Piunti sullo scranno appena dopo la promozione del 2016. Amministrazione di centrodestra che si ritrovò poi a gestire l’addio di Fedeli e l’arrivo di Serafino prima e Renzi: al cantante calabro-argentino fu consentito persino il famoso intervento sul prato di gioco senza fidejussione (con il giallo di lavori iniziati senza neanche una autorizzazione), Renzi si impose all’asta in una sfida che aveva connotati politici interni al centrodestra ma esiti devastanti.

E si arriva ai giorni nostri: il rapporto tra Massi e Antonio Spazzafumo è stato prima conflittuale per poi riappianarsi in una sorta di riallineamento comune e avverso al centrodestra cittadino e provinciale.

Ora Nicola Mozzoni, come abbiamo già scritto, ha dalla sua una occasione rara: eletto con il 57% dei voti (da Gaspari non si riverificava un appoggio simile), è giovane, tifosissimo rossoblù e sa bene cosa può voler dire la Samb per la città anche dal punto di vista economico e politico senza dimenticare la posizione strategica – e unica – del complesso stadio Riviera delle Palme-San Park (dove il 21 arriveranno oltre 25 mila spettatori per il concerto di Ricky Martin).

E Mozzoni è anche abbastanza accorto per sapere che una bella parte della partita politica cittadina si gioca proprio lì, nella capacità di uscire dal guado dei mezzi passi e disegnare – non solo tra stadio e San Park, ovviamente, ma sicuramente a partire da lì – strutture adeguate ai tempi che corrono.

Da una parte, congruamente con il Piano Regolatore in fase di arrivo, pensare a un uso del “Riviera” e dell’Area Brancadoro che faccia collimare la fruizione ambientale e pubblica con nuovi servizi a favore della cittadinanza e dei visitatori. Il modo per cautelarsi sul fronte pubblico interno esiste, come d’altronde dimostra il “PalaRiviera”, che pure ha avuto delle difficoltà evidenti iniziali ma che sarebbe faticoso gestire internamente all’Amministrazione Comunale, senza dimenticare il diverso appeal della combinazione stadio-San Park rispetto al PalaRiviera.

Dall’altra parte l’Amministrazione Comunale può organizzare più adeguatamente, anche sulle basi degli investimenti che potrebbero essere necessari, un gruppo di imprenditori che possano in futuro supportare l’attuale proprietà, come richiesto dalla fine del campionato dal presidente Massi.

Il cambio di passo su questo fronte potrebbe essere uno degli elementi distintivi del giovane Mozzoni rispetto ai suoi precedenti.



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