Rifiuti, corruzione e smaltimenti illeciti: 37 denunciati tra Piceno e Fermano

GROTTAMMARE - Operazione “Picenum” dei Carabinieri del Noe: sequestri, perquisizioni e indagini su presunti traffici illeciti legati al Centro di raccolta
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Trentasette persone e due società sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Fermo nell’ambito dell’operazione “Picenum”, un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico  che ha portato all’esecuzione di perquisizioni e sequestri tra le province di Fermo e Ascoli Piceno.

 

L’inchiesta, coordinata dall’Autorità giudiziaria fermana e condotta dai militari del Noe di Ancona con il supporto dei colleghi di Grosseto, della Stazione di Grottammare e del Nucleo Radiomobile di Fermo, ipotizza a vario titolo reati di corruzione, peculato, ricettazione e gestione illecita di rifiuti. Le attività investigative si sono concentrate sul Centro di raccolta di Grottammare e su altre aree situate nei territori di Grottammare e Campofilone.

 

Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni soggetti avrebbero favorito l’ingresso nella ricicleria di rifiuti speciali non conferibili secondo la normativa vigente, in cambio di somme di denaro contante destinate a due addetti della PicenAmbiente, società che gli investigatori indicano come estranea alle contestazioni. Gli stessi operatori avrebbero inoltre sottratto dalla struttura materiali di valore economico, tra cui circa due tonnellate di batterie esauste al piombo, successivamente cedute a terzi dietro compenso.

 

Le indagini, sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, sistemi di videosorveglianza, accertamenti documentali e verifiche sui conti correnti, avrebbero consentito di ricostruire un presunto sistema illecito con al centro il sito di raccolta di Grottammare. Da qui sarebbero transitati rifiuti provenienti anche da territori esterni al comune, in particolare materiali derivanti da attività edilizie come calcinacci, lana di roccia e altri materiali isolanti.

 

Gli investigatori ritengono che numerosi autocarri non autorizzati abbiano avuto accesso alla ricicleria senza registrazione e, in alcuni casi, anche al di fuori degli orari di apertura al pubblico. Le verifiche hanno inoltre portato all’individuazione di terreni e aree dove i rifiuti sarebbero stati accumulati illegalmente o smaltiti mediante interramento, con possibili conseguenze per l’ambiente e il sottosuolo.

 

Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati terreni, mezzi meccanici, autocarri, smartphone e una consistente quantità di documentazione ritenuta utile per il prosieguo delle indagini. Il quantitativo di rifiuti che sarebbe stato movimentato illecitamente è ancora in fase di quantificazione, ma una prima stima parla di almeno 250 mila chilogrammi. Il valore complessivo dei mezzi sequestrati e delle future operazioni di bonifica è stato stimato in circa 800 mila euro.

 


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