Stangoni e la “crisi” del cratere: «Lo spopolamento va analizzato con dati completi e senza semplificazioni»

ACQUASANTA TERME - L'intervento dl sindaco sul delicato tema: «Quando si parla di calo della popolazione è necessario distinguere tra chi lascia il territorio e il saldo naturale tra nascite e decessi. Siamo di fronte a un fenomeno che precede il terremoto e che riguarda molti territori montani e periferici del Paese»
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Il fenomeno dello spopolamento che interessa le aree interne e i territori del cratere sismico non può essere letto attraverso interpretazioni semplicistiche. Ne è convinto il sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni, che invita a guardare ai numeri nella loro interezza.

Sante Stangoni

 

«Quando si parla di calo della popolazione è necessario distinguere tra chi lascia il territorio e il saldo naturale tra nascite e decessi», afferma il primo cittadino. «Nel nostro Comune, dal 1° gennaio 2015 a oggi, si sono registrati 152 nati e 502 decessi. Si tratta di un dato che pesa in maniera determinante sull’andamento demografico e che non può essere ignorato».

 

Secondo Stangoni, la situazione di Acquasanta Terme riflette una tendenza che interessa da anni gran parte delle aree interne italiane.

 

«Siamo di fronte a un fenomeno che precede il terremoto e che riguarda molti territori montani e periferici del Paese – spiega -. Il sisma ha certamente aggravato alcune criticità, ma non è corretto attribuire esclusivamente a quell’evento il calo dei residenti».

 

Il sindaco sottolinea come il quadro debba essere interpretato con equilibrio e senso della realtà.

 

«Parlare soltanto di fuga dal territorio rischia di restituire un’immagine parziale – prosegue Stangoni -. I numeri ci dicono che il problema principale è anche demografico: nascono pochi bambini e la popolazione è sempre più anziana. È una sfida che accomuna molte comunità dell’entroterra».

 

Per Stangoni, è importante riconoscere anche la capacità di resilienza dimostrata dalla popolazione locale.

 

«Ad Acquasanta Terme c’è una comunità che continua a vivere, lavorare e investire nel proprio territorio – va avanti -. Ci sono famiglie, imprese, associazioni e cittadini che ogni giorno scelgono di restare e di contribuire alla crescita del paese. Questo aspetto merita di essere raccontato con la stessa attenzione con cui si analizzano le difficoltà».

 

Infine, il sindaco richiama la necessità di politiche mirate per contrastare il declino demografico delle aree interne.

 

«La risposta allo spopolamento non può limitarsi all’analisi dei dati – è la conclusione di Stangoni -. Servono servizi, infrastrutture, opportunità di lavoro e sostegni concreti per chi decide di vivere in questi territori. Solo così potremo invertire una tendenza che riguarda non soltanto Acquasanta Terme, ma gran parte dell’Italia interna».


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