Un momento di profonda fede, storia e cultura per riscoprire uno dei gioielli più significativi del patrimonio medievale ascolano. Domenica 5 luglio 2026, la comunità diocesana e cittadina si ritroverà unita per celebrare la tanto attesa riapertura della storica chiesa di San Vittore, un luogo di straordinario valore artistico, architettonico e spirituale che torna finalmente a essere fruibile da fedeli, cittadini e visitatori.
Le celebrazioni per la restituzione della chiesa prenderanno il via alle ore 17.30 con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, Gianpiero Palmieri. La liturgia sarà solennemente animata dal coro “Mater Gratiae”, diretto dal professor Enrico Antonini.
A seguire, a partire dalle ore 19, si terrà il convegno “Un Tesoro Svelato – Riapre la Chiesa di San Vittore”. Dopo i saluti istituzionali, l’incontro approfondirà la storia e il valore artistico del monumento grazie agli interventi dell’architetto e storico Cristiano Marchegiani e della professoressa Cristina Calvaresi. Ad impreziosire la serata saranno gli intermezzi musicali a cura dell’Istituto Musicale “Gaspare Spontini”, con l’esibizione dei maestri Giuseppe Marcucci (violino), Daniela Franchi (violoncello) e Alessandro Buca (clavicembalo).
L’evento è promosso dalla Diocesi di Ascoli Piceno, in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria Madre di Dio in Cattedrale, l’associazione Asculum 2000 e con il prezioso supporto dell’Istituto Musicale “Gaspare Spontini”.
L’importante intervento di recupero e restauro del bene monumentale è stato reso possibile grazie ai finanziamenti concessi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sulla quota dell’Otto per mille dello Stato anno 2018, dalla Struttura Commissariale e dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, d’intesa e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Il progetto e l’esecuzione del complesso intervento hanno visto impegnato un team di professionisti: la progettazione è stata curata dagli architetti Simona Massari e Christian Rubino, dall’ingegnere Giuseppe Brandimarti, con la collaborazione di Simone Sebastiani e del dottor Matteo Farina per il coordinamento dei rapporti con gli enti istituzionali. La Direzione dei Lavori è stata affidata alla stessa Massari. Gli interventi edili e strutturali sono stati eseguiti dall’impresa Archeores con sede a L’Aquila, mentre il restauro degli affreschi è stato eseguito dal restauratore Davide Borzacchini. Le indagini archeologiche e l’assistenza in cantiere sono state invece condotte dalla ArcheoLogic S.A.S. degli archeologi Luca Speranza e Gianmarco Lanciotti.















