Le elezioni di fine maggio a San Benedetto hanno solo accelerato la politica cittadina, quando, per prassi, è proprio il voto a consentire una cristallizzazione delle posizioni. Macché. Così se nell’opposizione di centrosinistra si sono registrate le dimissioni dagli incarichi di partito degli esponenti della minoranza del Pd, tra cui i consiglieri comunali Fabio Urbinati e Margherita Sorge, mentre Andrea Manfroni è stato nominato segretario del Circolo Nord del Pd, sempre in riferimento alla minoranza democrat, è la maggioranza gioco forza ad attrarre interesse.

Il consigliere comunale Nicolò Bagalini ha “vuotato il sacco”, come abbiamo scritto (clicca qui) parlando di pesanti influenze del sindaco di Ascoli Fioravanti rispetto alle scelte del nuovo collega sambenedettese Mozzoni. E quasi in risposta indiretta, proprio Fioravanti, appena 24 ore dopo, si è auto-ritratto in un selfie di fronte al giardino Nuttate de Lune. L’ex vicesindaco e assessore allo Sport Pierluigi Tassotti (nella foto) entrerà nello staff del sindaco Mozzoni. Le ultime apparizioni amministrative di Tassotti si collegano con la questione del prato del Riviera delle Palme realizzato – senza presentazione di fidejussione – durante la gestione Serafino della Samb.

Ecco che Marco Giobbi, segretario comunale del Pd, commenta la situazione: «Le recenti novità nell’area della destra sambenedettese e della maggioranza comunale dimostrano quanto questa necessità di civismo duri giusto il tempo della campagna elettorale, un lifting che ha mostrato tutti i suoi limiti e cedimenti già alle prime riunioni per determinare ruoli e incarichi del governo del territorio. Nella nostra città il fenomeno si è avuto prima, durante e dopo le elezioni, una giostra politica impazzita che rende difficile ai cittadini valutare, premiare oppure punire chi governa in questo modo».

«L’entrata del Sindaco Mozzoni in Noi Moderati, presto seguito dal Consigliere Capriotti poi nominato Capogruppo, le recenti notizie sul Consigliere Bagalini e quelle sulla formazione dello staff del Sindaco ci restituiscono uno scenario in cui il civismo, da valore assoluto, diventa elemento sacrificabile in nome di un equilibrio forzato e di convenienza tra i partiti. Ancor più grave la denuncia apparsa sui giornali da parte dello stesso Bagalini che ha chiaramente rappresentato l’ingerenza ascolana di Fioravanti, figura istituzionale che di fatto si sta sostituendo a quella del coordinatore provinciale Assenti, nella definizione delle figure fiduciarie del Sindaco. Di peso non minore le difficoltà emergenti riguardo l’Assessore Capecci, appartenente ad una lista non più rappresentata in Consiglio, che potrebbe essere la prossima mossa scomposta in una maggioranza costruita a tavolino» continua.

«Dalle dichiarazioni fatte in campagna elettorale fino alle prime decisioni assunte dopo essere stato eletto, dalla rottura con Forza Italia fino al riconoscimento del sostegno di questa lista con la nomina di un assessorato, dall’indicazione della competenza come scelta ferma e decisa per la scelta degli assessori fino all’applicazione dell’usurato, ma sempre valido, manuale Cencelli, dalla rivendicata autonomia dei partiti fino ad arrivare alla trattativa politica perfino del suo capo di gabinetto, il Sindaco Mozzoni ha già disatteso quanto trionfalmente annunciato in campagna elettorale» conclude.

Sull’argomento è intervenuta anche la consigliera comunale della lista “Merito di Più”, Maria Elisa D’Andrea, la quale ha parlato di un consiglio comunale dove un terzo dei componenti è entrato per surroga: oltre al posto dei nominati assessori, ad esempio, ci sarà anche Pierfrancesco Troli che subentrerà in Fdi proprio al posto di Tassotti.

 

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