Elisabetta e Vittorio Sgarbi

foto e video di Fabrizio Ottavi 

 

Un ritorno sulle scene nel segno degli affetti più profondi e della memoria storica. Il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno ha ospitato un momento di grandissima intensità emotiva in occasione della tappa de La Milanesiana.

Vittorio Sgarbi, attualmente impegnato nel tour di presentazione del suo ultimo libro “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte” pur convivendo con un delicato percorso di cura per la salute, è salito sul palco, visibilmente provato, insieme alla sorella Elisabetta, per ricevere un importante riconoscimento alla memoria del padre, Giuseppe.

 

Nel corso della serata è stata consegnata ai fratelli Sgarbi la Medaglia Commemorativa spettante al sotto tenente Giuseppe Sgarbi (classe 1921) per la sua partecipazione alle campagne di guerra del 1940-43 in Grecia e Albania. Il conferimento, assegnato per conto del Ministero della Difesa nell’ambito del progetto storico-culturale “La Memoria Bellica degli Italiani nel Mondo”, ha visto la partecipazione del Colonnello David Bastiani (Comandante del 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”) e del cavaliere Joselito Scipioni.

 

Un recupero storico reso possibile grazie all’impegno del ricercatore Walter Scotucci.

 

La cerimonia di consegna della Medaglia. Sullo sfondo, Giuseppe Sgarbi

Giuseppe Sgarbi, scomparso nel 2018, è una figura amatissima. Dopo quasi cinquant’anni passati a esercitare la professione di farmacista nella campagna tra Veneto ed Emilia, ha vissuto una straordinaria “seconda giovinezza” culturale esordendo nella narrativa a 93 anni con Lungo l’argine del tempo. I suoi romanzi successivi, tra cui Lei mi parla ancora (da cui Pupi Avati ha tratto l’omonimo e pluripremiato film con Renato Pozzetto), hanno raccontato non solo l’amore eterno per la moglie Rina, ma anche i passaggi dolorosi della vita al fronte durante il secondo conflitto mondiale.

 

La cerimonia ha mostrato un lato profondamente intimo e inedito dei due celebri figli, toccando corde che risuonano fortemente anche con il momento personale che il critico d’arte sta attraversando.

 

«Mio padre era molto orgoglioso di essere stato un valido Sotto Tenente. Era un uomo rigoroso, autoritario e dolcissimo. Avrebbe reagito, sul palcoscenico del Ventidio Basso nelle sue amate Marche, con orgoglio e commozione», ha detto Elisabetta Sgarbi.

 

Particolarmente significative le parole di Vittorio Sgarbi, che ha tracciato un parallelismo tra il temperamento del padre e la sua attuale fase di vita, segnata da una maggiore fragilità e da un tono decisamente più riflessivo rispetto al passato: «Mio padre Giuseppe, a differenza di mia madre, era un uomo che esercitava la sua presenza in silenzio, come faccio io oggi. Questo riconoscimento ricorda quanto, dentro quel silenzio, mio padre ha fatto, ha raccontato, ha vissuto. Vivo l’orgoglio di un figlio».

 

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