La discussione tra l’iracheno e Barboni, poi degenerata nel pestaggio ai danni del primo

 

Fa discutere il video dell’aggressione avvenuta sabato sera a San Benedetto del Tronto ai danni di un cittadino iracheno senza fissa dimora che, nel corso della giornata, aveva creato situazioni di pericolo bloccando la circolazione in diversi punti della città. Dopo le prime reazioni politiche e istituzionali, nelle ultime ore sono intervenute organizzazioni sindacali, associazioni e forze politiche.

La posizione comune emersa nelle varie prese di posizione è la condanna della violenza e della cosiddetta “giustizia fai da te”, pur nella consapevolezza delle criticità legate alla sicurezza urbana e alla gestione delle situazioni di marginalità.

 

La Cgil di Ascoli Piceno ha definito le immagini diffuse sui social «intollerabili», sottolineando come nessuno possa sostituirsi allo Stato e alle istituzioni preposte alla tutela dell’ordine pubblico. Il sindacato evidenzia inoltre il rischio di un clima crescente di intolleranza e razzismo sul territorio e chiede ai sindaci della provincia l’apertura di un tavolo con parti sociali e associazioni per affrontare in maniera strutturale le problematiche legate all’inclusione e alla coesione sociale.

 

Una ferma condanna è arrivata anche dal sindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni. «Voglio dire una cosa con chiarezza: la violenza non può mai essere una soluzione e farsi giustizia da soli non è la strada giusta. Come amministrazione prendiamo chiaramente le distanze da questo gesto e da qualsiasi comportamento simile». Il primo cittadino ha inoltre respinto le accuse di immobilismo sul fronte della sicurezza: «Se qualcuno ha la percezione che non stiamo facendo abbastanza, mi dispiace, ma assicuro a tutti che ogni giorno, insieme alle istituzioni e alle autorità competenti, stiamo facendo il massimo per garantire sicurezza e decoro alla città. Tutti vorremmo risultati immediati, ma per ottenerli dobbiamo seguire la strada della legalità, lavorando insieme alle istituzioni: è quello che stiamo facendo e che continueremo a fare anche nel prossimo futuro».

 

Sulla stessa linea il Siulp, il sindacato di polizia guidato a livello provinciale da Benedetto Fanesi. Il sindacato ha preso nettamente le distanze dall’episodio, ribadendo che la sicurezza deve essere garantita esclusivamente attraverso le forze dell’ordine e il rispetto dello Stato di diritto. Fanesi ha ricordato la necessità di rafforzare ulteriormente la presenza degli operatori sul territorio, soprattutto durante la stagione estiva, sottolineando che la risposta ai fenomeni di illegalità non può mai essere affidata all’iniziativa personale dei cittadini.

Dal fronte politico è intervenuto il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Iacopo Zappasodi, che ha condannato senza esitazioni le immagini della colluttazione, definendole una manifestazione di degrado civico. Per l’esponente dem, tuttavia, l’episodio riporta al centro anche il tema della sicurezza nel quartiere Ponterotto e più in generale in città. Zappasodi annuncia la presentazione di un’interpellanza urgente per aprire un confronto in consiglio comunale sulle politiche adottate dall’amministrazione.

 

Particolarmente articolata la riflessione dell’associazione On the Road, che esprime forte preoccupazione per quanto accaduto e per il clima che si è sviluppato attorno alla vicenda. L’associazione richiama l’attenzione sulle condizioni di estrema vulnerabilità vissute da molte persone senza dimora e sul rischio di trasformare la marginalità sociale in un fenomeno da esporre e consumare sui social network. Secondo On the Road, dietro l’episodio emerge una più ampia difficoltà collettiva nel confrontarsi con la povertà, il disagio psichico e l’esclusione sociale.

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