Una lettera aperta indirizzata al Consiglio comunale, alla Giunta e alla cittadinanza di San Benedetto per condannare l’episodio di presunta omofobia denunciato da due espositori torinesi durante il mercatino “L’antico e le palme”. A firmarla è Paola Petrucci, Consigliera di Parità della Provincia di Ascoli, che definisce quanto accaduto «un gravissimo atto discriminatorio» e invita le istituzioni cittadine a prendere pubblicamente posizione.

Paola Petrucci
La vicenda risale a venerdì 26 giugno. Secondo quanto ricostruito nella lettera, Lorenzo Borsetti e Diego Brunato, coppia arrivata da Torino per partecipare alla manifestazione con il proprio stand, sarebbero stati insultati con frasi omofobe da alcuni avventori di un locale mentre cercavano un posto dove acquistare una cena da asporto. Un episodio che i due hanno successivamente denunciato attraverso i social.
«L’odio, il pregiudizio e l’aggressione verbale basati sull’orientamento sessuale non possono trovare alcuna cittadinanza né tolleranza in una società che si professi democratica e inclusiva – scrive Petrucci –. Spazi pubblici e contesti lavorativi devono essere luoghi sicuri per chiunque, privi di minacce o discriminazioni».
La Consigliera di Parità, nominata dal Ministero del Lavoro con funzioni di tutela contro le discriminazioni in ambito lavorativo, rivolge inoltre un messaggio diretto ai due espositori. «A Lorenzo e Diego desidero porgere, a nome delle istituzioni che rappresento e della stragrande maggioranza della comunità picena, le più sentite e sincere scuse. Quanto accaduto non rispecchia l’anima di questa terra».
Nella lettera Petrucci sottolinea come San Benedetto del Tronto sia «una città storicamente aperta, operosa e caratterizzata da una profonda vocazione turistica e culturale», osservando che episodi di questo tipo rischiano di danneggiarne l’immagine e il lavoro quotidiano di operatori, amministratori e cittadini.
Da qui l’appello rivolto alle istituzioni cittadine. «Invito la Giunta comunale e l’intera cittadinanza a prendere fermamente e pubblicamente le distanze da tali manifestazioni d’odio». La Consigliera chiede inoltre agli autori degli insulti di assumersi le proprie responsabilità e invita eventuali testimoni a collaborare con le autorità per contribuire a chiarire l’accaduto.
«L’inclusività non si costruisce solo a parole, ma si difende con gesti concreti di solidarietà e di condanna del sopruso», conclude Petrucci, assicurando il sostegno del proprio ufficio ai due espositori affinché episodi analoghi «non si ripetano mai più».














