Il castello di Montemonaco sarà rappresentato dal fascino di Maria Antonietta Macrillò nel corteo storico della Quintana del 2 agosto, della Giostra dedicata a Sant’Emidio. Quarantaquattro anni, originaria di Montepaone, in provincia di Catanzaro, vive a Montemonaco da dodici anni. Pur mantenendo un profondo legame con la sua Calabria, ha trovato tra i Sibillini una seconda casa.
«Appena ne ho la possibilità torno al mio mare, che per me è rifugio, pace e respiro. È lì che ritrovo serenità durante le tempeste della vita. Anche questa meravigliosa montagna mi ha accolta e regalato tanta bellezza e tranquillità» racconta.
A Montemonaco si è sposata ed è diventata mamma di quattro splendide bambine, nate a distanza di due anni l’una dall’altra: Martina (2015), Agnese (2017), Alice (2019) e Serena (2021). Le due figlie maggiori avranno l’onore di sfilare nel corteo come paggette.
Maria Antonietta si descrive così: «Amo le cose semplici e tutto ciò che mi permette di condividere il mio tempo con le bambine. Tra le mie passioni ci sono il canto, la recitazione, la lettura e le lunghe passeggiate in solitudine, in montagna o ovunque la natura mi accompagni, sempre con la musica nelle orecchie. Ho anche una grande passione per i cavalli, animali che ho sempre amato profondamente. Inoltre, sto per realizzare un sogno che custodisco da tempo: ho quasi terminato il mio primo libro e presto lo pubblicherò. C’è un’altra cosa che sento appartenermi profondamente: ho un debole per le persone fragili. Credo che la sensibilità verso chi attraversa momenti difficili sia una delle forme più autentiche di umanità».
Dopo aver seguito la Quintana senza mai partecipare in prima persona, per Maria Antonietta quella di domenica 2 agosto sarà un’esperienza speciale: farà il suo debutto nel ruolo di castellana.
«Non ho mai partecipato alla Quintana – prosegue – anche se l’ho sempre vissuta e seguita con entusiasmo. Vivendo a Montemonaco e lavorando per molti anni presso il Comune, insieme alle mie quattro gravidanze, ho dovuto rinunciare a questa esperienza. Oggi, però, ho l’opportunità di viverla in un modo speciale. Dedico questa esperienza alle mie bambine, con l’augurio che possano comprendere quanto sia bello avere delle radici e quanto sia importante non dimenticare mai da dove veniamo. Desidero infine ringraziare di cuore tutte le persone che lavorano dietro le quinte e rendono possibile questa meravigliosa rievocazione, così come il sindaco per la fiducia che ha voluto riporre in me. Per me è un onore poter rappresentare questa comunità e portare con orgoglio un pezzo della sua storia».















